Politica

Legge elettorale, assenze Pd decisive per il ko in Aula. E il voto non è una sorpresa: la modifica la voleva anche il M5s

Se i democratici fossero stati presenti, avrebbero respinto con margine la proposta della deputata berlusconiana. E il voto in Aula dei Cinquestelle era stato annunciato anche perché insieme è stato votato un altro emendamento identico a firma Fraccaro. Ecco cosa prevedeva nel merito il testo passato alla Camera

Come i 101 di Prodi, sarà difficile capire chi ha ucciso davvero l’accordo sulla legge elettorale. Di sicuro il Pd, che getta la croce sui Cinquestelle per aver votato sì avendolo anche dichiarato, ha avuto un ruolo decisivo. I presenti erano 527, i votanti 526, 1 astenuto, Bruno Tabacci. I favorevoli sono stati 270 e i contrari 256. Decisivi, dunque, sono stati 14 voti, oltre i 59 franchi tiratori. In aula erano presenti, infatti, 246 deputati del Pd (18 risultano in missione e 18 assenti), 82 del M5S (5 sono assenti e uno in missione), 46 di Forza Italia (4 sono assenti), 18 della Lega (uno assente) e 5 di Svp (uno in missione). Il “patto”, quindi, avrebbe avuto sulla carta a disposizione 397 voti per bocciare l’emendamento incriminato. Anche con gli 82 voti a favore dichiarati dal M5S, i No sarebbero dovuti essere 315 e invece si sono fermati a quota 256, quindi con una differenza di circa sessanta voti. Per neutralizzarli al Pd sarebbero bastati questi 14, ma gli assenti-missionari del Partito Democratico al momento risultavano 36. Quindi Pd è stato altrettanto decisivo.

Va anche detto che non tutti i deputati in missione poi sono davvero tali, perché la missione può essere interrotta in qualsiasi momento per votare. Renato Brunetta, per dire, risulta in missione nello stenografico delle seduta ma in realtà l’ha interrotta per pigiare il bottone.

Cosa prevede l’emendamento Biancofiore
L’emendamento che – come dichiarato dal Pd – ha rotto l’accordo tra i 4 grandi del Parlamento riguardava l’estensione del sistema elettorale anche al Trentino Alto Adige. Qui, infatti, finora è sempre sopravvissuto il Mattarellum, anche quando sono stati approvati prima il Porcellum e poi l’Italicum. La ragione sta soprattutto nelle richieste dei partiti autonomisti trentini e altoatesini e in particolare la Südtiroler Volkspartei, che per tradizione è legato al centrosinistra e da ultimo al Pd. E infatti sul piano politico è uno schiaffo al Pd che si era fatto garante con la Svp del mantenimento del Mattarellum. L’emendamento della Biancofiore, tuttavia, elimina i collegi maggioritaria, introducendo nella Regione a Statuto speciale il riparto proporzionale dei collegi, come il Fianum fa per il resto del territorio nazionale.

Emendamento identico del M5s (votato con Biancofiore)
Ma la Biancofiore non è la sola ad aver presentato un emendamento e forse è improprio dare la colpa alla sola parlamentare forzista. Anche Riccardo Fraccaro, un deputato trentino dei Cinquestelle, ha firmato una proposta di modifica sostanzialmente identica e quindi i due emendamenti sono stati accorpati e votati insieme. E infatti durante la discussione in Aula prima del voto sull’emendamento Fraccaro era intervenuto per dichiarare che sarebbe stato giusto votare l’emendamento. “Ho proposto questa modifica – spiega dopo l’approvazione – perché ho ritenuto di vitale importanza impedire un vulnus ai danni del Trentino-Alto Adige, un obiettivo che evidentemente è stato largamente condiviso”. Ma anche la sorpresa del Pd per il risultato e lo scarico della responsabilità sui Cinquestelle stupiscono abbastanza.

Come funziona il sistema in Trentino Alto Adige
Nel merito dell’emendamento nella Regione è tuttora in vigore in Mattarellum anche dopo l’approvazione del Porcellum nel 2005. Il sistema prevede dunque otto seggi maggioritari, vale a dire che il candidato più votato ottiene il seggio; ad essi si aggiungono 3 seggi proporzionali. Ovviamente nella provincia di Bolzano questo sistema assicura alla Svp tutti i seggi, essendo il partito della minoranza di lingua tedesca il più forte. Con l’approvazione dell’Italicum (che era un sistema con seggi plurinominali a riparto proporzionale) il Mattarellum è stato confermato nella Regione a statuto speciale. La Corte Costituzionale, con la sentenza 35 dello scorso 26 gennaio, ha tolto il ballottaggio dall’Italicum, ma ne ha confermato gli altri punti, compreso l’utilizzo del Mattarellum in Trentino Alto Adige. Quindi è il sistema oggi in vigore.

Cosa succede al Svp col nuovo sistema (che però non ci sarà)
Il Mattarellum per il Trentino Alto Adige era stato dunque confermato sia nel Rosatellum che nel Fianum – le ipotesi nate e morte nel tempo di qualche settimana in commissione e poi ora in Aula. Per questo motivo la Svp era il quinto partito a sostenere la legge, assieme Pd, M5s, Fi e Lega. Con l’approvazione dell’emendamento Biancofiore si estende dunque al Trentino Alto Adige il sistema del resto d’Italia, cioè un riparto proporzionale dei collegi, e quindi la Svp ne perderebbe diversi. Per altro Biancofiore ha portato avanti questa battaglia anche al tempo dell’Italicum, senza successo. Naturalmente se salta l’accordo sul Fianum e si va a votare con l’Italicum per il Trentino rimarrà il Mattarellum, che dunque per paradosso verrebbe confermato dalle conseguenze dell’emendamento Biancofiore.