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Roma, rivoluzione nella polizia locale: nascono il “corpo speciale” anti-degrado e i nuclei contro i bed&breakfast abusivi

E' uscita la prima bozza di riforma del corpo dei vigili urbani capitolini. Nel nuovo "Gruppo di sicurezza" confluiranno 500 agenti che si occuperanno tra l'altro di insediamenti e venditori abusivi. Ma i sindacati non sono completamente d'accordo: "Rischiamo di lasciare scoperta la vigilanza sui campi rom"

Un piccolo “corpo speciale” di vigili urbani per combattere una delle guerre più sentite a Roma: quella contro il degrado urbano e l’abusivismo commerciale. La nuova bozza di riforma del corpo di polizia locale, presentata alla sindaca Virginia Raggi dal comandante generale Diego Porta, parla chiaro: nascerà l’atteso Gruppo di sicurezza urbana. Qui confluiranno circa 500 agenti che saranno inseriti in un’organizzazione interna tutta nuova, secondo servizi come, ad esempio, azioni di contrasto ai venditori abusivi, verifica delle licenze, rimozione degli insediamenti abusivi e tutela dei minori; a questi si aggiungeranno i reparti per la tutela del turismo, le affissioni nelle aree pubbliche e la polizia fluviale. La maxi-sezione dei caschi bianchi capitolini supera il vecchio Gruppo di sicurezza, integrandolo con gli agenti del pronto intervento del centro storico e della Sicurezza pubblica. E’ il punto che fa più discutere: proprio nel periodo in cui il Campidoglio sta facendo i maggiori sforzi per arrivare al superamento dei campi rom, viene soppresso il servizio di polizia per la battaglia di legalità negli insediamenti, con conseguente abbandono dello storico presidio di Ponte di Nona, ultimo baluardo della presenza delle istituzioni nell’estrema (e degradata) periferia est della città. “Rischiamo di lasciare i campi alla mercé delle faide e dell’illegalità’”, dice Marco Milani, segretario dell’Ugl.

La battaglia ai “B&B abusivi”
Un’altra battaglia dell’amministrazione testimoniata dal nuovo piano è quello alle strutture ricettive abusive. In ciascuno dei gruppi municipali saranno istituiti due nuclei indipendenti: quello della cosiddetta polizia turistica e quello della polizia tributaria. In particolare, nel mirino finiranno gli hotel non a norma e i bed and breakfast ricavati negli appartamenti privati, che in questo modo eludono la tassa di soggiorno introdotta nella Capitale all’inizio del decennio. Secondo la Federalberghi di Roma le persone che dormono in queste strutture sono circa 35mila al giorno. “Solo sul sito Airbnb ci sono 23mila inserzionisti su Roma, ma il Comune ha rilasciato autorizzazioni fra alberghi e strutture ricettive alternativa per circa 8.500 esercizi: questa è l’entità del problema – spiega Giuseppe Roscioli, presidente dei Federalberghi – Quando si parla di inserzionisti è possibile che una persona abbia quattro o cinque appartamenti, quindi il numero dell’offerta è presumibilmente più elevato”. Per quanto riguarda la polizia tributaria o “anti-elusione”, questa si concentrerà soprattutto sugli evasori e sul recupero dei crediti derivanti dalle tasse comunali come Imu e Tari o delle multe stradali; nel documento dell’Oref presentato in Assemblea Capitolina il mese scorso, si stima appena nel 48 per cento la capacità di recupero dei crediti del Campidoglio.

Bozza sub iudice, il sindacato protesta
E’ possibile che la bozza presentata da Porta debba subire delle modifiche. Non nella parte organizzativa, bensì in quella contrattuale, quest’ultima oggetto di forti polemiche fra i sindacati dei “pizzardoni” romani. “Uno dei punti più oscuri e controversi”, a parer loro, riguarda “la possibilità di assegnare al Corpo, personale proveniente dai ruoli tecnici ed amministrativi”. In pratica, sostiene ancora Milani, “un qualsiasi funzionario o geometra comunale, potrebbe ritrovarsi ad essere immesso nel delicato ruolo di commissario di Polizia Locale, che richiede conoscenze, competenze e responsabilità ben più delicate e diverse”. Secondo il sindacalista Ugl, “come già avvenuto per il nuovo contratto decentrato, gli organi di controllo presto cassare il nuovo ordinamento del Corpo: moltiplicare reparti e posizioni di comando in un Corpo che vede la cronica mancanza di 3mila agenti è a nostro avviso sconsiderato e velleitario”. Per far sentire la propria voce, i vigili capitolini si sono già riuniti. Ora spetterà al delegato al Personale, Antonio De Santis, provare a venire incontro alle richieste delle organizzazioni sindacali.