Politica

Emergenza rifiuti Roma, Grillo detta la linea: “Con discariche e inceneritori hanno mangiato per 50 anni…”

Nel suo intervento, Grillo porta l'esempio di Barcellona, dove c'è "uno dei più grandi separatori di immondizia, non brucia niente, separa le materie prime dalle secondarie e poi vende alluminio, carta, vetro, plastica. L’immondizia diventa un risorsa". Non si fanno attendere le reazioni della regione Lazio e del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti

Dal suo blog Beppe Grillo prende posizione sull’emergenza rifiuti che in questi giorni sta interessando la Capitale: “Per risolvere il problema dei rifiuti – dice Grillo – dobbiamo risolvere il problema della politica, che sui rifiuti ci ha vissuto per cinquant’anni. Discariche e inceneritori sono la manna della politica di oggi, e noi abbiamo interrotto questo corto circuito. La produzione dei rifiuti va ridotta, e lo faremo. Ma esistono già delle tecnologie che possono aiutarci”. Poi porta l’esempio di Barcellona, dove c’è “uno dei più grandi separatori di immondizia, non brucia niente, separa le materie prime dalle secondarie e poi vende alluminio, carta, vetro, plastica. L’immondizia diventa un risorsa. E questa potrebbe essere un’ipotesi. Ne mettiamo uno a Roma Nord e uno a Roma Sud. Fanno circa 2mila tonnellate a testa e risolviamo finalmente il problema dei rifiuti di Roma”. Il leader del movimento chiude il suo comunicato spiegando che: “Andare avanti con discariche e inceneritori vuol dire sotterrare e bruciare i rifiuti. Sotterrare e bruciare vuol dire respirare e mangiare i rifiuti per vent’anni. Allora basta! Affrontiamo la politica sul suo core business: la spazzatura. Del resto, è noto: mafia e politica vanno d’accordo e si uniscono sul rifiuto. E questa sarà la nostra battaglia”.

Non si fa attendere la replica del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che cita Goethe: “”Niente è più terribile di una ignoranza attiva”. Non intendo nemmeno stare al gioco di chi propone soluzioni – con un approfondimento tecnico da bar sport – che sarebbero destinate a portare Roma in una situazione di emergenza intollerabile”. Nel comunicato di Galletti si legge inoltre che “nell’analisi sui rifiuti di Barcellona, Grillo non ricorda che la città di Roma, che ha la metà degli abitanti di Barcellona, ha un termovalorizzatore di nuova generazione capace di bruciare 350 mila tonnellate di rifiuti all’anno, che è stato realizzato ed opera in uno dei quartieri più eleganti del centro tra ristoranti musei e case residenziali. Secondo Grillo in Svezia, Austria, Danimarca, Germania sono tutti stupidi perché inceneriscono pur avendo percentuali di differenziata molto maggiori rispetto a quelle della nostra capitale. Non intendo proporre soluzioni, men che meno quella di realizzare un termovalorizzatore a Roma. Le scelte spettano a Regione e Comune. Ma bisogna scegliere e non limitarsi a dire che la colpa è di chi c’era prima“.

Sulla stessa falsariga anche l’intervento della Regione Lazio: “Di separatori di immondizia Roma ne ha 4 (i TMB) mentre Barcellona ha due mega-inceneritori ed una grande discarica. Se il modello è quello, Beppe Grillo dica, almeno, dove mettere la discarica: anche alla catalana, a noi va bene!” Così in una nota Mauro Buschini, assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente, Rifiuti della Regione Lazio. “Il progetto degli ecodistretti di Ama – prosegue – prendeva spunto proprio dagli Ecoparque di Barcellona, ma con la variante di eliminare gli inceneritori (presenti, invece, negli Ecoparque catalani). A bocciare gli Ecodistretti è stata il sindaco grillino di Roma, Virginia Raggi“. “Comunque – aggiunge – per ulteriori informazioni, Grillo ed i suoi possono andare sul sito www.amb.cat (sito ufficiale dell’area metropolitana barcellonese), dove si riferisce che, nel 2016, l’Amb ha 3 inceneritori e 1 discarica in esercizio. Tutto scritto e noto a tutti. Quasi a tutti”. “Ribadiamo, come riaffermato anche oggi dal presidente Zingaretti – conclude – che la Regione è pronta ad aiutare Roma ad uscire da questa difficile situazione. Si deve aprire una nuova fase basata sulla collaborazione e sulla correttezza“.