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Uomini e Donne, arrestato l’ex tronista Alessio Lo Passo per estorsione ad un chirurgo plastico

Alessio Lo Passo, ex tronista di Uomini e Donne, è stato arrestato dai carabinieri della Sezione Catturandi del comando provinciale di Milano in esecuzione di una condanna in via definitiva a 3 anni per un’estorsione nei confronti di un chirurgo estetico nel 2014. Secondo quanto riferito dai carabinieri, Lo Passo è stato fermato sabato sera a Monza mentre andava come ospite all’inaugurazione di un locale assieme a Lele Mora e Guendalina Canessa, entrambi estranei alla vicenda giuridica.

La vicenda inizia nel 2014 quando il 34enne si sottopone a un’operazione di rinoplastica presso lo studio di un chirurgo estetico a Milano. La prima visita, fissata per la settimana successiva, mostra una buona ripresa, ma la settimana dopo il medico nota una “depressione ossea nei lati” che sembra compatibile con un urto. Lo Passo nega di aver avuto traumi nonostante il chirurgo insista nel dire che quel decorso è molto strano. A questo punto il medico decide di fare una ricerca su Internet e scopre su Youtube un video della trasmissione Pomeriggio 5  in cui Lo Passo, contattato telefonicamente da Barbara D’Urso, rivela di aver fatto a botte all’esterno di un locale per alcuni apprezzamenti rivolti alla sua donna. La lite sarebbe avvenuta proprio nei giorni tra il primo e il secondo controllo medico.

Il 6 novembre 2014 Lo Passo si presenta allo studio con una fidanzata e un uomo di circa 60 anni che dice di essere calabrese (ma di fatto mai identificato) e pretende la restituzione dei 57mila euro pagati per l’operazione. I tre minacciano il medico e il personale, ripetono che in caso di mancata restituzione sfasceranno lo studio e rovineranno la reputazione del professionista in tv. Il 27 novembre Lo Passo ripete le intimidazioni al telefono ma nei primi giorni di dicembre il medico sporge denuncia e il 21 aprile 2016 l’ex tronista è condannato in via definitiva a tre anni di reclusione. Quando è stato preso dai militari della sezione Catturandi, diretti da Marco Prosperi, ha detto di non sapere della condanna.