Politica

Migranti, anche Erri De Luca contro Di Maio: “Parla a vanvera di ong”. Save the children: “Polemica di basso livello”

Lo scrittore sostiene Saviano: il deputato M5s, dice, "non sa niente né vuole saperlo". Neri, direttore generale dell'organizzazione: "Il vero scandalo di cui nessuno si occupa sono le decine di migliaia di bambini, donne e uomini che continuano a morire in mare"

Dopo Saviano, Erri De Luca: “Di Maio parla a vanvera di Ong. Non sa niente né vuole sapere cosa sia raccogliere in mare vite alla deriva”. Su twitter anche lo scrittore napoletano si aggiunge alla serie di critiche nei confronti del deputato dei Cinquestelle e la presa di posizione contro quelli che definiscono “taxi del Mediterraneo” organizzati a suo dire dalle ong. Mentre il vicepresidente della Camera parlando al Fatto Quotidiano insiste (“Saviano ci accusa, ma è disinformato”), gli risponde Valerio Neri, direttore generale di Save the children, che in un’intervista a Repubblica replica: “Il vero scandalo morale di cui nessuno sembra occuparsi è quello delle decine di migliaia di bambini, di donne, di uomini che continuano a morire nel Mediterraneo”. Neri spiega che “l’indagine della Procura di Catania” sul lavoro delle nove ong che operano nel Mediterraneo “è molto utile”, ma “la politica farebbe bene ad aspettare invece di lanciarsi in questa polemica di livello piuttosto basso”. Si dice inoltre “molto lieto delle distinzioni che il procuratore Zuccaro ha fatto sin dal primo momento sulla natura delle Ong interessate dall’indagine, definendo noi e Msf al di sopra di ogni sospetto”. Il procuratore, infatti, in un’intervista a La Stampa ha parlato di “ong buone e cattive”, specificando che su Medici senza frontiere e Save the children “davvero c’è poco da dire. Discorso diverso per altre, come la maltese Moas o come le tedesche, che sono la maggior parte” (sono infatti cinque delle nove al lavoro nel Mediterraneo).

Neri ringrazia il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che invita a “non criminalizzare in maniera generalizzata Ong che da molti anni aiutano la gente a sopravvivere in tutte le parti del mondo”. “Non conosco molte delle altre organizzazioni umanitarie che sono sorte negli ultimi anni”, ammette. “E però devo dire che fa impressione tutta questa animosità contro chi si dà da fare per soccorrere gente che sta morendo. Tutte queste illazioni non possono che fare effetto”. E a proposito dei “presunti contatti diretti tra trafficanti e ong”, Neri si chiede se ci siano le prove, aggiungendo che a lui “pare inverosimile“. “E comunque – aggiunge – posso affermare senza tema di smentita che mai nessuno ha chiamato noi e che i nostri interventi nascono, si sviluppano e si concludono esclusivamente sotto le direttive della Centrale operativa della Guardia costiera che coordina i soccorsi in mare”. Quanto ai finanziamenti, “c’è tanta gente, dall’Italia all’America ad Hong Kong, che non sopporta di vedere affogare le persone. Si rende conto delle problematiche dell’accoglienza in Europa ma anche del dramma di queste centinaia di migliaia di persone chiuse tra due inferni, quello del Sahara e quello della Libia, e dà il suo contributo con donazioni alla nostra causa”.

E anche Medici senza frontiere si fa sentire, dicendosi “indignata per i cinici attacchi al lavoro delle ong in mare da parte di alcuni esponenti della politica, che hanno visto nelle ultime ore un crescendo di veleni e false accuse” e annunciando che “valuterà in quali sedi intervenire a tutela della propria azione, immagine e credibilità”. “Le accuse contro le ong in mare – afferma infatti il presidente di Msf, Loris De Filippi – sono vergognose, ed è ancora più vergognoso che siano esponenti della politica a portarle avanti, attraverso dichiarazioni false che alimentano l’odio e discreditano ong che hanno come unico obiettivo quello di salvare vite”. “È una polemica strumentale – aggiunge De Filippi – che nasconde le vere responsabilità di istituzioni e politiche che hanno creato questa crisi umanitaria lasciando il mare come unica alternativa e hanno fallito nell’affrontarla e nel fermare il massacro”. Infatti, “se ci fossero canali legali e sicuri per raggiungere l’Europa, le persone in fuga non prenderebbero il mare e si ridurrebbe drasticamente il business dei trafficanti. Se ci fosse un sistema europeo di aiuti e soccorsi in mare non ci sarebbe bisogno delle ong”.