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Attacco Usa a Siria, Luttwak: “Trump ha fatto bene. Non puoi dire sempre ‘inaccettabile’ come Obama e il Papa, e non intervenire”

L’attacco degli Usa alla Siria? E una questione di vocabolario: dopo 8 anni di Obama, bisognava recuperare per il dizionario il termine ‘inaccettabile’. Obama tirava fuori sempre questo aggettivo e poi si girava dall’altra parte e faceva altro. Lo dice sempre anche Papa Francesco, ma si sa che lui in realtà accetta tranquillamente e non fa niente”. Così, ai microfoni de La Zanzara (Radio24), il politologo americano Edward Luttwak applaude all’azione di Trump contro la base di Al Shayrat. “Donald Trump” – continua – “voleva recuperare questo termine per il dizionario: ‘inaccettabile’ vuol dire ‘inaccettabile’. L’alternativa del presidente americano era quella di unirsi al Papa, a Obama, a Mogherini e rispondere dicendo: ‘’E’ inaccettabile’. E poi poteva girarsi e mangiare un gelato“. Poi spiega: “Non erano bombe, ma missili Crociera di precisione che per un attacco contro una base aerea hanno causato una cosa limitata. Entrano nel raggio di 3 o 4 metri: hanno ammazzato gente sì, ma hanno provocato pochi morti, perché questi missili procedono lentamente, si sentono, sono visibili e quindi la gente ha il tempo di salvarsi. Sono missili che comportano meno rischi“. Duro attacco al pontefice: “Papa Francesco? E’ un piccolo intellettuale formatosi a Buenos Aires e ha quel tipo di mentalità che non capisce la libera impresa, il capitalismo, perché in Argentina chi fa capitalismo è visto come un ladro. Il Papa è contro l’impresa, è contro l’imprenditore, il quale è visto come un tipo di criminale. E’ una classica posizione cattolica”. Luttwak commenta anche la rovente polemica tra David Parenzo e Giulietto Chiesa: ” L’altro giorno mi si è sciolto il gelato ed era un complotto di Giulietto Chiesa, il quale ti manda le radazioni ogniqualvolta vuoi mangiare un gelato, facendolo sciogliere. Lui non fa parte dei rapporti internazionali di oggi, era un bravissimo corrispondente dell’Unità, ma adesso purtroppo non conta più”. E sul destino del presidente della Siria, osserva: “Se Bashir al-Assad verrà assassinato, questo non avverrà sicuramente con un’azione americana”