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Brescia, firma il bando per assumere il capo Risorse Umane. Poi vince la selezione (perché ha tutti i requisiti)

Scelto dai commissari tra 22 candidature: è stato l'unico a prendere la "tripla A". Interrogazione del M5s al sindaco Del Bono (Pd)

Firma il bando per l’assunzione del responsabile del settore Risorse Umane del Comune di Brescia. Partecipa alla selezione. E vince. Chi è il fortunato? Il responsabile del settore Personale del Comune, Claudio Reboni. Lo stesso dirigente che aveva redatto il bando che indicava i criteri di selezione e i requisiti per poter ricoprire quell’incarico. La vicenda è stata sollevata in un’interrogazione urgente al sindaco di Brescia, Emilio Del Bono del Pd, dalla consigliera comunale del M5s Laura Gamba. La selezione risale al 2013 e secondo il M5s si sarebbe verificata “una violazione della legge 62 del 2013, che prescrive un obbligo di astensione in capo al pubblico dipendente dall’adozione di decisioni o di attività che possono coinvolgere interessi propri”.

Reboni, che ora ricopre l’incarico dirigenziale con una retribuzione di 43mila euro l’anno (prorogato due volte dal sindaco Del Bono), nel firmare il bando per la nuova selezione il 31 luglio 2013 aveva stabilito, ai fini della valutazione, alcuni requisiti particolari che il candidato avrebbe dovuto evidenziare: oltre all’esperienza dirigenziale pluriennale in un ente locale di medie o grandi dimensioni, sarebbe stata importante una specifica esperienza di “gestione degli istituti correlati allo stato giuridico ed economico del personale – si legge nel bando a firma Reboni -; programmazione della formazione, aggiornamento, sviluppo delle competenze; programmazione del fabbisogno del personale; gestione dei rapporti con le organizzazioni sindacali; gestione dell’ufficio procedimenti disciplinari; collaborazione con il nucleo di valutazione”.

Tutti requisiti che, per quanto pertinenti con la funzione richiesta, al momento della partecipazione al suo stesso bando erano già presenti nel curriculum del dirigente Reboni, scaricabile dal sito del Comune di Brescia. La commissione di selezione, riunitasi il 20 agosto 2013 e presieduta dall’allora dg del Comune, Alessandro Triboldi, ha esaminato le 22 candidature richiamando “i criteri di valutazione approvati dalla giunta comunale e riportati nell’avviso di selezione”. E un solo partecipante ha meritato la “tripla A” nella valutazione di competenza: “Il candidato Claudio Reboni”, la cui alta competenza ha convinto i commissari senza nemmeno il ricorso ad un colloquio – previsto come eventuale nel bando – prima dell’affidamento dell’incarico.

Ora il M5s chiede alla giunta se il candidato “abbia tempestivamente comunicato al dirigente competente la propria situazione di incompatibilità” e se non sia opportuno “annullare la delibera di conferimento dell’incarico e promuovere un nuovo bando pubblico”. L’ufficio stampa del Comune di Brescia, contattato da ilfattoquotidiano.it, non commenta: sulla questione “risponderà l’assessore competente nella prossima seduta del consiglio comunale”.