Politica

Pd, Emiliano e Renzi si telefonano. Il governatore: “Spero sia utile per evitare la scissione. Primarie a settembre e resto”

A UN PASSO DALLA SCISSIONE - Dopo il fuorionda di Delrio ("Come fa Matteo a non fare nemmeno una telefonata?"), Emiliano gli risponde a distanza: "Se il leader mi dirà di sì, non me ne andrò". Alla fine segretario e governatore si sentono al telefono: "Spero sia utile". Cuperlo: "Non basta un articolo, tra leader ci si incontra"

Una lunga telefonata ha aperto un canale di dialogo tra Matteo Renzi e Michele Emiliano a due giorni dall’assemblea Pd. Secondo quanto riferiscono fonti della minoranza del Pd – non confermate dalla maggioranza – Emiliano avrebbe ribadito al segretario la richiesta di non fissare il congresso subito ma tenerlo dopo le amministrative di giugno, per chiuderlo a fine settembre o ottobre. Lo avrebbe anche rassicurato del fatto che se il Pd dovesse perdere le comunali, la minoranza non addosserebbe a lui la colpa: il Pd arriverebbe con spirito unitario alla sfida per la leadership di ottobre. Era stato lo stesso governatore pugliese a raccogliere (provocatoriamente) il messaggio nel fuorionda di Graziano Delrio in cui il ministro si lamentava del fatto che il segretario non avesse fatto nemmeno una telefonata per evitare la scissione. “Visto che Renzi non chiama nessuno per evitare la scissione – aveva scritto allora Emiliano su facebook – adesso provo a chiamarlo io. Spero mi risponda e che si possa concordare in amicizia una soluzione che stia bene a tutti”. E così è stato: “Speriamo che serva” ha aggiunto poi il presidente della Puglia.

Emiliano, secondo l’Ansa, ha spiegato a Renzi che l’idea di spostare il congresso nasce dalla preoccupazione per la corsa al voto ad aprile. Il segretario, spiegano le stesse fonti, avrebbe detto che non aveva smania di correre al voto e che comunque ora la “finestra” di giugno è saltata e che per lui Gentiloni può andare avanti fino al 2018. Quanto alla possibilità di un rinvio del congresso all’autunno, il segretario – ma fonti della maggioranza non confermano – non avrebbe chiuso la porta a una riflessione.

L’ennesimo “ultimo appello” è arrivato dopo un’intervista del Corriere della Sera allo stesso Renzi, in cui il segretario da una parte fa appello a chi ha pulsioni di scissione di “non andarsene”, che le “porte sono aperte” e “nessuno caccia nessuno”, aggiungendo che è d’accordo col fare una “conferenza programmatica” cioè il punto di mediazione proposto da Andrea Orlando e poi uno dietro l’altro da Maurizio Martina, Piero Fassino e perfino da alcuni renziani come Angelo Rughetti. Dall’altra parte però rimarca che “non è un partito personale, ma essere un partito democratico significa accettare anche il dibattito. Il confronto. La democrazia interna. La minoranza deve sentirsi a casa. Ma sentirsi a casa non significa che o si fa come dicono loro o se ne vanno”. Un tentativo di tendere la mano che è stato praticamente azzerato dal fuorionda del ministro Graziano Delrio: “Matteo non ha fatto nemmeno una telefonata”. Oggi, dopo l’intervista, Delrio ha corretto di parecchio la sua posizione: “L’appello di Renzi è molto importante: ha tolto ogni alibi a coloro che pensano che la scissione si possa fare su una settimana in più o in meno per il congresso. Se qualcuno ha deciso, nessuno lo farà desistere, ma tutti sono indispensabili nel partito e adesso non ci sono più alibi. E’ il momento della responsabilità da parte di altri, la maggioranza ha fatto tutto il possibile”. Ma è Gianni Cuperlo – che pure è contrario alla scissione – a rispondere a Delrio: “Non è un’intervista che può sciogliere il nodo. Ci vuole umiltà. Nessuno può avere un livello di autostima tale da anteporre se stesso a un’esperienza politica” dice a Repubblica.it. Cuperlo sottolinea la necessità di un confronto tra leader: “Un gruppo dirigente si incontra, anche senza telecamere, senza streaming, per dirsi le cose più aspre in faccia e valutare poi come proseguire”.

CRONACA ORA PER ORA

18.53 – Zingaretti: “Rischio scissione è serio”
“Purtroppo dai segnali che abbiamo in queste ore il rischio di una scissione è più che serio”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, intervenendo a Carta Bianca su Raitre.

18.31 – Orlando: “Mia candidatura? Solo se evitasse una scissione”
“La mia candidatura alla segreteria del Pd non è un’idea su cui sono al momento concentrato. Ma se fossi certo che questo passo potesse evitare la scissione lo avrei già fatto”. È quanto ha dichiarato ai cronisti a Caserta il Ministro della Giustizia Andrea Orlando. “Il problema non è di aumentare i candidati – ha aggiunto Orlando – ciò che conta è che tra quelli che ci sono si inizi a costruire un dialogo produttivo e costruttivo”.

17.24 – Renzi a Palazzo Vecchio: “Nell’ufficio più bello del mondo”
“In visita a Palazzo Vecchio, ospite di Dario, nell’ufficio più bello del mondo”. Lo scrive su Instagram il segretario del Pd Matteo Renzi, che a Palazzo Vecchio ha a lungo lavorato da sindaco di Firenze, prima di passare il testimone a Dario Nardella.

In visita a Palazzo Vecchio, ospite di Dario, nell’ufficio più bello del mondo #ClementeVII

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17.14 – Lombardia, più di 500 segretari di circolo firmano la lettera contro la scissione
Più di 500 segretari di circolo della Lombardia hanno firmato la lettera appello scritta dal segretario regionale Alessandro Alfieri e dai dodici segretari provinciali “per dire no alla scissione e sì ad un congresso vero e partecipato”.

16.34 – Gentiloni sarà all’assemblea del Pd
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a quanto si apprende, parteciperà domenica all’Assemblea del Pd in programma al Parco dei Principi a Roma.

15.51 – Vendola: “Guardiamo all’implosione del Pd, ma il mondo è più ampio”
C’è posto dentro Sinistra italiana per gli esponenti della minoranza, nel caso in cui uscissero dal Pd? “Le porte – ha risposto Nichi Vendola, a margine del congresso di Sinistra italiana a Rimini – devono essere innanzitutto aperte alla società. Noi dobbiamo guardare con molto interesse al dibattito interno al Pd, alle rotture, alla sua implosione ma ricordandoci che il mondo è molto più ampio del Pd, quella è una cosetta, poi fuori ci sono i giovani e il fronte largo che ha votato no al referendum”.

15.43 – Fassino a Bersani: “Fermatevi anche voi”
“Ho letto, Pierluigi, la tua lettera all’Huffington Post, che riprende e argomenta temi da te già espressi nella riunione della Direzione del Pd e con cui è giusto fare i conti, perché evidenziano questioni vere che nessuno può eludere”. Lo scrive Piero Fassino in una lettera a Pier Luigi Bersani veicolata, anche questa dopo quella di ieri dell’ex segretario, sull’Huffington Post in cui all’invito a “fermarvi” viene opposto uno speculare “fermatevi anche voi”.

15.37 – De Luca: “Poco importa che si cambi
Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca “fa fatica a capire i motivi di una scissione” nel Pd, visto che per lui poco importa che “si cambi gruppo dirigente, segretario”. Punta piuttosto l’attenzione su altro: “I cittadini italiani vogliono avere risposte sui temi che riguardano la loro vita, il futuro dei figli“.

14.28 – Boccia: “Voglio un congresso vero e voglio vincerlo con Emiliano”
“Voglio un congresso vero, che duri i tempi necessari, e voglio vincerlo con Emiliano candidato”. Lo ha detto il parlamentare del Pd Francesco Boccia, presidente della V Commissione (Bilancio, Tesoro, Programmazione) della Camera dei Deputati a margine del Future Forum organizzato dalla locale Camera di commercio.
“Facciamo un’assemblea seria, senza utilizzare la maggioranza del 2013 – ha proseguito – perché quella maggioranza non c’è più nel Paese, e non si può più utilizzare in direzione e in assemblea. Bisogna avere la forza e il coraggio di dire che le cose non vanno.

13.50 – Emiliano: “Ho parlato con Renzi, spero sia utile”
“Matteo Renzi mi ha chiamato e abbiamo parlato. Spero che il nostro confronto sia utile alle sue prossime decisioni”. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

13.16 – Rossi: “Con scissione nessun timore per la giunta in Toscana”
“Assolutamente no, non è mai accaduto. Non siamo mica in Bulgaria”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti che gli chiedevano di eventuali contraccolpi per il governo della Toscana in caso di scissione nel Pd e di una sua uscita dal partito. “Poi, non c’è all’ordine del giorno nulla”, ha aggiunto.

12.28 – Serracchiani: “I valori contino più di tutto”
“Ci sono valori comuni che abbiamo condiviso e che ci uniscono da dieci anni. Voglio credere che per la minoranza del partito i valori del centrosinistra contino più di tutto, lo crederò fino all’ultimo minuto utile”. Lo ha affermato la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani.

12.17 – Cuperlo: “Turbato, la rottura sarebbe una sconfitta”
“Io sono molto preoccupato, molto colpito e anche molto turbato per quello che sta accadendo. Penso che la rottura eventuale del Pd rappresenterebbe una sconfitta per tutti”. Lo dice l’esponente della sinistra Pd Gianni Cuperlo in un videoforum di Repubblica.it. “La mia proposta è di fare vera grande assemblea a marzo, poi affrontiamo tutti insieme le elezioni amministrative e poi votiamo a luglio il regolamento del congresso che si può fare a settembre. E’ ragionevolmente la stessa proposta di Orlando: io mi metto nei panni di una persona che ci segue e si chiede: per un mese volete mandare a monte di un progetto?”.

12.02 – Emiliano: “Ora chiamo Renzi, vediamo se mi risponde”
“Visto che Renzi non chiama nessuno per evitare la scissione adesso provo a chiamarlo io. Spero mi risponda e che si possa concordare in amicizia una soluzione che stia bene a tutti”. Lo scrive su Facebook Michele Emiliano. “Gli dirò che con la conferenza programmatica e l’impegno a fare insieme la campagna elettorale delle amministrative si possono fare le primarie in armonia a fine settembre dando tempo a tutti di girare l’Italia tra i circoli Pd affamati di politica. Se Renzi mi dirà sì io non parteciperò ad alcuna operazione di scissione”.

11.48 – Marcucci: “Non c’è appello possibile contro il livore”
“Se la minoranza Pd vuole che Renzi si ritiri, come ha detto ieri sera Roberto Speranza, inutile che si parli di tentativi di mediazione. Non c’è appello possibile per fermare il livore”. Lo afferma il senatore Pd Andrea Marcucci, renziano.

11.34 – Retedem: “Congresso vero contro la scissione”
“Un congresso vero, che definisca il profilo comune del Pd, come antidoto alla scissione”. Questo il senso dell’appello lanciato da ReteDem, area della sinistra PD (tra i suoi esponenti Sandra Zampa e Sergio Lo Giudice), alla vigilia dell’assemblea di Roma. I firmatari sono 130 tra dirigenti, amministratori e attivisti aderenti all’area che sono definiti per comodità ex civatiani.

11.10 – Delrio: “Appello di Renzi importante, ora basta alibi”
“L’appello di Renzi è molto importante: ha tolto ogni alibi a coloro che pensano che la scissione si possa fare su una settimana in più o in meno per il congresso. Se qualcuno ha deciso nessuno lo farà desistere, ma tutti sono indispensabili nel partito e adesso non ci sono più alibi. E’ il momento della responsabilità da parte di altri, la maggioranza ha fatto tutto il possibile”. Lo dice il ministro Graziano Delrio commentando, al suo ingresso a Palazzo Chigi, l’appello di Matteo Renzi per evitare la scissione del Pd, dopo la pubblicazione di un suo fuorionda in cui dice “Matteo non ha fatto nemmeno una telefonata, come cazzo si fa?”.

9.51 – Renzi: “Basta parlare di questioni di palazzo, dare soluzioni all’Italia”
“Capire perché il Partito Democratico vive il rischio dell’ennesima divisione non è facile. Ho provato a dire la mia in questa intervista al Corriere della Sera, facendo un appello alla responsabilità. Bisogna smettere di parlare alle questioni che interessano ai palazzi romani. E tornare a dare soluzioni ai problemi degli italiani”. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Matteo Renzi.

9.46 – Di Maio (M5s): “Grande rispetto per il confronto nel Pd”
“Ho grande rispetto per le questioni interne al Pd ma la loro discussione interna si consuma sulle istituzioni della Repubblica, spero si vada a votare il prima possibile”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera ed esponente del M5s, Luigi Di Maio a Radio Anch’io. “Al Paese serve una ricetta nuova e non possono darla quelli che hanno causato i problemi” ha affermato il deputato secondo il quale c’è nel PD “l’ostinazione a non mollare il governo, a non mollare la poltrona”.

8.46 – Emiliano: “Renzi rischia il più grande disastro della sinistra europea”
“Renzi dopo 1000 giorni di governo disastrosamente conclusi con il referendum del 4 dicembre, se chiude la sua parentesi da segretario anche con la scissione del partito, ha fatto il più grande disastro della storia della sinistra europea. Quindi è suo interesse a fermarsi”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, candidato alla segreteria del Pd, ospite di Agorà.

8.44 – Emiliano: “Renzi napoleonico, va incontro a Waterloo”
“Renzi non è il leader che dà maggiore importanza al gruppo, ma dà importanza a se stesso e al suo punto di vista. E’ napoleonico, quindi va incontro inevitabilmente a delle Waterloo. Nel senso che cerca a tutti costi vittorie e rivincite con una spietatezza anche nei confronti di chi ha un punto di vista diverso. Questo secondo me sta pesando”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ad Agorà.

7.15 – Renzi al Corriere: “Non ve ne andate, evitiamo la scissione”
Salvare il Pd è ancora possibile, “faccio un appello ai dirigenti: bloccate le macchine della divisione. Non andatevene, venite. Partecipate. Le porte sono aperte, nessuno caccia nessuno, torniamo a parlare di Italia”. Lo dice Matteo Renzi in un’intervista in apertura del Corriere della Sera in cui sottolinea che non accetterà “ricatti”, che il congresso va fatto, come chiesto dalla minoranza, e che sui tempi “c’è lo statuto”. “Io voglio evitare qualsiasi scissione”, afferma l’ex presidente del Consiglio. “Se la minoranza mi dice: o congresso o scissione, io dico congresso. Ma se dopo che ho detto congresso loro dicono ‘comunque scissionè, il dubbio è che si voglia comunque rompere. Che tutto sia un pretesto. Toglieremo tutti i pretesti, tutti gli alibi. Vogliono una fase programmatica durante il congresso? Bene. Ci stiamo”.