Società

Pellegrinaggi, “a Lourdes e nei santuari sempre più giovani soli e depressi”

L'Unitalsi traccia il profilo del pellegrino nei luoghi religiosi: nel 2016 le persone di età compresa fra i 13 e i 35 anni che hanno viaggiato con l'associazione sono state 3.942, di cui 840 malate o disabili. Tante di loro hanno alle spalle sindromi fobiche, dipendenze e difficoltà psicologiche

Aumentano i giovani e buona parte di quelli che si dichiarano malati o disabili hanno “alle spalle problemi di depressione, sindromi fobiche, dipendenze e soprattutto tanta solitudine“. L’Unitalsi, in occasione della Giornata del Malato dell’11 febbraio, traccia il profilo del “pellegrino” che visita Lourdes e i maggiori santuari europei, italiani e in Terra Santa. Un profilo che sta cambiando, col maggiore coinvolgimento di chi è in una fascia d’età compresa fra i 13 e i 35 anni. L’anno scorso su 35.138 pellegrini che si sono affidati all’Unitalsi, 8.382 erano persone malate con diverse patologie. E nel 2016 i giovani sono stati 3.942 di cui 840 si sono dichiarati malati o disabili.

Dal dossier che verrà presentato proprio a Lourdes domenica 12 febbraio, emerge che tra gli 840 giovani che si sono dichiarati malati o disabili il 33,5% soffre di depressione, il 10% da psicosi, il 3% da schizofrenia, il 2,5% da disturbi generalizzati dello sviluppo, il 2% da sindromi fobiche, l’1,5% da disturbi del comportamento alimentare e lo 0,5% da dipendenza da droghe. Il resto è legato a patologie neurologiche di queste ben il 34% legato al ritardo mentale.

Dal focus Unitalsi si evidenzia anche il fatto che sul campione complessivo di malati (8382) sono state riscontrate 10.737 patologie. Le più diffuse sono quelle del sistema cardiovascolare (52,9%), del tessuto connettivo (36,2%), neurologiche (38,4%), psichiatriche (27,5%). In molti casi un malato presenta più di una patologia. Inoltre, il 74% sono donne e il 36% maschi.

Dal campione risulta anche che il 70% dei malati è deambulante, 14% è su carrozzina, il 14% usa le stampelle mentre solo il 2% è in barella. I medici che si sono recati come volontari in pellegrinaggio nel 2016 sono stati 598. “Il nostro dossier – dichiara Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi – ci dice che i pellegrini prima delle cure mediche hanno bisogno di un solido sostegno umano e spirituale. Solitudine, depressione e dipendenze sono queste le nuove frontiere della sofferenza umana che spesso ritroviamo nei nostri pellegrinaggi“.