Scienza

Intelligenza artificiale gioca a poker, bleffa e batte i grandi campioni

Libratus ha battuto quattro professionisti umani - Jimmy Chou, "autorità" in materia di poker, Dong Kim, Daniel McAulay e Jason Les - nell’ambito di una maratona di 20 giorni di una particolare variante del gioco, il "No-Limit Texas Hold’em", conosciuto anche come poker alla texana o poker sportivo

In principio ci fu Deep Blu che riuscì a battere un grande campione di scacchi come Garry Kasparov. Da allora le sfide uomo macchina non hanno smesso di affascinare. Dietro questi duelli non c’è solo il gioco, ma stuoli di ricercatori e scienziati a caccia di possibili e futuri impieghi delle tecnologie nei più disparati campi.

L’intelligenza artificiale (AI) ha battuto l’uomo a poker. Bluffare ed elaborando “strategie”. È la prima volta che succede e questo risultato, definito “storico” dagli scienziati, potrebbe portare a possibili futuri impieghi in campo militare e sanitario. Il sistema che ha sbancato al casinò è Libratus ed è stato sviluppato da ricercatori della Carnegie Mellon University. Non è la prima volta che un’intelligenza artificiale batte l’uomo in ambito ludico – dagli scacchi al gioco cinese Go – ma il poker era una frontiera ancora da superare. Libratus ha battuto quattro professionisti umani – Jimmy Chou, “autorità” in materia di poker, Dong Kim, Daniel McAulay e Jason Les – nell’ambito di una maratona di 20 giorni di una particolare variante del gioco, il “No-Limit Texas Hold’em”, conosciuto anche come poker alla texana o poker sportivo.

La gara si è svolta al Rivers Casino di Pittsburgh ed è stata trasmessa in streaming su Twitch. In un torneo simile organizzato nel 2015 l’uomo aveva avuto la meglio. Stavolta invece Libratus ha spiazzato tutti vincendo un premio per un valore di oltre un milione e mezzo di dollari. “La migliore capacità dell’intelligenza artificiale di fare ragionamenti strategici con informazioni imperfette ora ha superato quella degli umani più bravi”, spiega Tuomas Sandholm (sic), professore di Computer Science che insieme allo studente Noam Brown ha sviluppato l’AI.

Il traguardo ha delle implicazioni in ogni campo in cui ci sono informazioni incomplete e in cui gli avversari “bluffano”, aggiunge Frank Pfenning, capo del dipartimento di Computer Science della Carnegie Mellon. Di qui i possibili impieghi: negoziazioni finanziarie, strategie militari, cybersicurezza, cure mediche. Dalla Carnegie Mellon University erano usciti anche i tre studenti che negli anni ’80 svilupparono una macchina capace di giocare a scacchi, ChipTest. Il trio venne assunto dalla Ibm e ChipTest venne ulteriormente sviluppato diventando Deep Blue, il super computer capace di battere nel 1997 il campione del mondo di scacchi, Garry Kasparov.

La ricerca che ha portato allo sviluppo di Libratus non era focalizzata solo sul poker, ma ha utilizzato questo gioco per testarne le capacità. L’intelligenza artificiale di Libratus potrebbe essere utilizzata in tutte le situazioni di informazione asimmetrica tra le parti: nel poker, infatti, neanche un computer può sapere all’inizio del gioco quali carte abbia in mano il suo avversario. Tra le applicazioni possibili, quindi, ci potrebbero essere negoziazioni e scambi in ambito militare e anche alcune forme di finanziamento. “Immaginate – ha detto Pfenning – che il vostro smartphone possa un giorno trattare per voi il prezzo più conveniente di una automobile nuova che volete acquistare. Questo è solo l’inizio”.