Media & Regime

Dig Awards 2017, torna il premio di giornalismo investigativo. Petrini, vincitrice nel 2016: “È il riconoscimento più grande”

Il bando è rivolto a tutte le realtà del mondo dell'informazione, italiane e internazionali, e vuole premiare i migliori lavori dei reporter video. La conduttrice di Nemo ha vinto lo scorso anno con un reportage in cui si è finta una profuga curda: " È una competizione internazionale di livello altissimo, un'occasione unica di confronto e di scambio di idee". Per iscriversi c'è tempo fino al 21 febbraio e, per la categoria principale, al 31 marzo

Anche nel 2017 tornano i Dig Awards, i premi di giornalismo investigativo assegnati da Dig (Documentari Inchieste Giornalismi), che vogliono incoraggiare l’eccellenza giornalistica e il lavoro dei reporter che utilizzano il video per investigare temi di attualità aventi rilevanza sociale, economica, ambientale e politica. Il bando è rivolto a tutte le realtà del mondo dell’informazione, italiane e internazionali, e divide la competizione in sei categorie, con premi che vanno dai mille ai 20mila euro. Dal 23 al 25 giugno 2017 a Riccione si terrà il Dig festival, dove verranno presentati i lavori e premiati i migliori, ma per partecipare le scadenze sono il 21 febbraio e, per la categoria principale, il 31 marzo.

“Professionalmente è stato il riconoscimento più grande“, racconta al FattoQuotidiano.it Valentina Petrini, conduttrice del programma ‘Nemo – Nessuno escluso‘ su Rai 2 e precedentemente inviata per ‘Piazza Pulita‘ su La7. Proprio con un suo reportage andato in onda il 24 settembre 2015 nella trasmissione condotta da Corrado Formigli, la reporter ha vinto il premio per la categoria ‘short reportage’ ai Dig Awards dello scorso anno. Valentina si era finta una profuga curda, aveva vissuto e marciato con i migranti nel lungo ed estenuante viaggio verso l’Europa. “Nella motivazione con la quale mi è stato assegnato il premio, è stato riconosciuto il fatto che io mi sia immersa completamente tra i profughi, fingendomi una di loro. È stata fatta una menzione anche per il mio film-maker, capace di cogliere nel viaggio momenti molto profondi”.

“Al di là delle ambizioni di vittoria – aggiunge la conduttrice di Nemo – consiglio a tutti di partecipare ai Dig Awards. È una competizione internazionale di livello altissimo, io ho gareggiato contro francesi e tedeschi. Questa apertura fuori dai nostri confini rende la manifestazione un’occasione unica di confronto, di scambio di idee con i migliori reporter a livello europeo e mondiale. Per noi italiani, che spesso siamo un po’ provinciali, è un bel momento per aprirci a nuove realtà”. Valentina promette quindi di presentare un suo lavoro anche quest’anno: “Sì, tempi permettendo parteciperò anche quest’anno. Vorrei portare un reportage andata in onda a ‘Piazza Pulita’ che racconta dei bambini siriani costretti a lavorare nelle fabbriche tessili al confine tra Siria e Turchia”. Non le interessa la vittoria, assicura, ma tornare ad assaporare “quell’aria internazionale che si respira ai Dig Awards”.

La prima categoria, i Dig Pitch, è riservata a progetti di inchiesta e reportage video in sviluppo o pre-produzione focalizzati su temi di particolare rilevanza sociale, economica e politica, con la possibilità di uscire dai confini nazionali e allargare lo scenario ai Paesi europei. Il 23 giugno gli 8 autori finalisti presenteranno il proprio progetto alla giuria e a una platea di osservatori composta da buyer, broadcaster, produttori e commissioning editor. Avranno a disposizione 10 minuti per esporre, in lingua inglese, il contenuto del progetto, più altri 3 minuti per mostrare il teaser e convincere i giurati. Il lavoro più convincente riceverà infatti un finanziamento di 20mila euro, ma anche per gli altri concorrenti potranno esserci soddisfazioni, se riusciranno a suscitare l’interesse di broadcaster e produttori presenti. Le iscrizioni alla sezione Dig Pitch terminano il 31 marzo 2017.

Le altre categorie in concorso sono ‘Investigative Long’, rivolta a opere di inchiesta giornalistica in formato video, edite o inedite, della durata massima di 90 minuti e ‘Investigative medium’, riservata a quelle della durata massima di 27 minuti. Poi due categorie riservate ai reportage, divise in ‘Long’ e ‘Medium’ sempre sulla basa del minutaggio, che devono affrontare e raccontare fenomeni sociali contemporanei della cronaca e della realtà. Infine la categoria ‘Short’, riguardante reportage e inchieste in formato video della durata massima di 12 minuti, editi o inediti. Per queste categorie i premi vanno dai mille ai 2500 euro e l’iscrizione scade il 21 febbraio 2017.

Tutte le opere saranno visionate da un Comitato di preselezione di Dig Awards, composto da filmmaker, documentaristi, professionisti del settore, giornalisti e componenti dello staff di Dig. Le opere pre-selezionate verranno successivamente sottoposte al giudizio di una giuria internazionale, cui spetta il compito di individuare i lavori finalisti. Dopo la presentazione dei progetti, la cerimonia di premiazione si terrà sabato 24 giugno, sempre nell’ambito del festival organizzato a Riccione.

Per avere maggiori informazioni riguardo al premio e alle modalità di iscrizione si può consultare il sito di Dig.