Cronaca

Terremoto, Mattarella ai Comuni: “Compito non ignorato, tutto per aiutarvi”. Un sindaco via per protesta: “Mai dialogo”

Il presidente della Repubblica ha parlato ai sindaci della provincia di Macerata. Il primo cittadino di Cingoli abbandona la cerimonia: "Ci fanno sempre solo ascoltare, mai parlare". Il capo dello Stato: "Conosco le difficoltà, il vostro compito non è ignorato: non ho poteri di governo diretti ma non smetto di esortare la politica"

“Avete diritto a tutto l’aiuto possibile, a tutto l’aiuto delle altre istituzioni, aiuto che si cerca di garantire in pieno”: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna nelle zone terremotate e parla di nuovo ai sindaci dei Comuni colpiti dal sisma. L’occasione è l’inaugurazione dell’anno accademico (il 681esimo) dell’università di Camerino, una delle cittadine sconvolte dalle scosse di questi mesi. L’incontro però si è aperto segnato dalle polemiche: Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli, ha abbandonato in segno di protesta il Rettorato dell’Università poco prima dell’arrivo del presidente: “Ogni volta in questi incontri istituzionali siamo solo costretti ad ascoltare, ma i problemi non vengono risolti”. “Pensavamo che ci potesse essere un rapporto dialogico con il presidente – ha detto Saltamartini – invece è ammesso a parlare soltanto un rappresentante dei sindaci. Non è possibile che i rapporti siano di questa natura e per questo ho deciso di andarmene”. Il sindaco ha spiegato quali sono i problemi rimasti irrisolti anche a mesi dal primo terremoto: “Ho un ponte chiuso da tre mesi e delle imprese che stanno chiudendo – ha aggiunto – e non sappiamo con chi tenere i rapporti istituzionali per manifestare i nostri problemi”.

Nel suo discorso Mattarella ha provato a spegnere la polemica: “Mi rendo conto quel che vuol dire far fronte alle esigenze con tre serie di forti scosse che si sono ripetute a distanza di due mesi o poco più l’una dall’altra – ha spiegato – mi rendo conto della difficoltà, nel vostro compito, di fronte non soltanto all’emergenza del momento ma anche a dover ogni volta interrompere la programmazione della ricostruzione“. Una condizione, ha aggiunto il capo dello Stato, che “mette a dura prova la resistenza psicologica dei vostri concittadini e voi siete chiamati, pur essendo partecipi della loro sofferenza, del loro disagio, della loro difficoltà, a dare una risposta, a dar loro una prospettiva, a darla non verbalmente, in maniera illusoria, ma in concreto”.

“So che vi sono problemi finanziari – ha aggiunto Mattarella rivolgendosi ancora ai sindaci – i Comuni non possono affrontare emergenze così straordinarie e non è possibile affrontarle da parte di altre istituzioni. So che la Regione Marche ha avuto una forte anticipazione di somme per le spese straordinarie. Il Governo ha intenzione, per quel che so, di provvedere con un provvedimento ulteriore che riguardi procedure e risorse. Il vostro compito non è ignorato, è tenuto in grande considerazione e trova tutto l’appoggio anche umano e psicologico”. Il presidente ha poi ricordato di non avere “poteri di governo diretti”, ma di avere “un compito di esortazione di cui uso gli strumenti e le possibilità che questo offre”. “Io personalmente vi sono vicino intensamente”, ha concluso Mattarella. Il presidente della Repubblica, da fine agosto quando è avvenuto il primo terremoto, ha visitato le zone terremotate in 6 occasioni e ha ripetutamente ricordato la priorità della ricostruzione in tutti i passaggi politici cruciali, soprattutto durante la crisi politica di inizio dicembre e nel discorso di fine anno.

Anche il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha ricordato lo sforzo di sindaci e amministratori e della stessa Regione “uniti, spinti dalla volontà di ricostruire uno dei territori più belli d’Italia”. “Ma in questo lasso di tempo che ha visto susseguirsi un’emergenza dietro l’altra – ha sottolineato – cominciano a emergere i limiti e a scarseggiare le risorse ormai rimaste alle amministrazioni locali”. “Sono piccoli Comuni moltissimi di quelli duramente colpiti dal sisma e dalle altre calamità naturali, con solo due, se non, a volte, un dipendente comunale – ha voluto evidenziare Ceriscioli –  Le Province sono ridotte ai minimi termini, senza risorse, ma con competenze vitali per la vita di una comunità. Questi Enti, insieme con la Regione, hanno bisogno del giusto riconoscimento e del giusto sostegno”. La “costante presenza, qui, nella nostra terra” del presidente Mattarella, “ci dice che lo Stato è con noi”, ha proseguito il governatore.