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Germania. Pestaggi, attentati e armi: neonazisti mai così forti. Nel 2016 raddoppiati gli attacchi contro i profughi

Secondo la polizia tedesca la galassia dell'estremismo di destra ha rinforzato le sue fila e si contano circa 23.000 simpatizzanti. Nel mirino sopratutto gli stranieri. Nei giorni scorsi sono finite in manette 6 persone accusate di essere a capo di un’organizzazione denominata “Reichsbürgerbewegung”, movimento dei cittadini del Reich. Per gli investigatori progettavano azioni terroristiche contro sinagoghe, moschee, centri per rifugiati e stazioni di polizia

Il 2016 è stato un anno duro per la Germania, che ha visto raddoppiare rispetto all’anno precedente il numero di azioni violente da parte di gruppi di estrema destra, in particolare a sfondo razziale, che hanno coinvolto centri di accoglienza per profughi e minoranze etniche. Partendo da Bautzen, piccola cittadina in Sassonia, che durante l’estate è stata teatro di diversi scontri tra richiedenti asilo e popolazione guidata da gruppi estremisti, fino ad arrivare agli attacchi dinamitardi, circa 800 contro i soli rifugiati. La galassia dell’estremismo di destra ha rinforzato le sue fila e si contano circa 23.000 “piantagrane” come li definisce la Bundespolizei tedesca. Dopo mesi di indagini, un’azione congiunta della polizia federale ha portato all’arresto di 6 persone accusate di essere a capo di un’organizzazione terroristica denominata “Reichsbürgerbewegung”, movimento dei cittadini del Reich. L’accusa è quella di progettare attentati contro sinagoghe, moschee, centri per rifugiati e stazioni di polizia. Tra questi anche Burghard B., residente nella regione del Baden-Württemberg, presunto capo dell’organizzazione.

Gli attacchi in tutto il Paese
Fatta eccezione per Bautzen che ha ricevuto un notevole risalto mediatico, le aggressioni hanno avuto una cadenza quasi giornaliera, diventando parte del quotidiano. Una delle più gravi è avvenuta a Neubrandenburg, dove è stato appiccato un incendio davanti la porta di sette richiedenti asilo siriani causando il ferimento e l’intossicazione di 6 persone e 10.000 euro di danni. Gli attentati incendiari sono stati, insieme alle ingiurie e ai ferimenti, le azioni che hanno visto l’incidenza maggiore. A Berlino, ad esempio, un gruppo di neonazisti ha appiccato il fuoco a un centro di accoglienza a Hellersdorf. Ma anche i pestaggi hanno visto aumentare la frequenza, come a Dresda, dove 4 iracheni sono rimasti gravemente feriti dopo un pestaggio da parte di un gruppo di estremisti. Estremisti che non hanno risparmiato nemmeno i minorenni, come a Bochum, dove un trentenne ha attaccato con del gas lacrimogeno dei bambini di 2, 10 e 11 anni, o a Gotha, in Turingia, dove un giovane afghano è stato accoltellato al petto da suoi coetanei. Le stime parlano di 741 richiedenti asilo feriti solo nell’anno passato.

Gli arresti. “Progettavano attentati”
Dai confini incerti, formato da lupi solitari e gruppi organizzati, il “Reichsbürgerbewegung” non riconosce la Repubblica Federale, i suoi membri sono armati su larga scala e nostalgici della Germania imperiale, oltre ad avere il nazismo come ideale. Contro la polizia e l’ordine costituito, spesso mettono in scena atti simbolici come la riconsegna delle carte d’identità, l’evasione totale delle tasse fino ad azioni più violente. Negli ultimi anni il movimento ha visto aumentare i suoi adepti fino a “contare 10.000 unità”, come sostiene il presidente dell’ufficio federale della protezione costituzionale, Hans-Georg Maassen. Utilizzano i social network come punto di aggregazione e recentemente è stata messa in luce l’affiliazione di alcuni membri della polizia bavarese, con un capo e un commissario che sono stati indagati e allontanati dal corpo. “Il Reichsbürgerbewegung esercita una forte attrazione e continua a guadagnare nuovi adepti”, sostiene Maassen, e la vera preoccupazione del Bka (Bundeskriminalamt) è il fatto che siano armati e che possano scatenare attentati su grande scala. Del gruppo fa parte anche Wolfgang P., l’uomo che nell’ottobre del 2016 ha ucciso a colpi di arma da fuoco un poliziotto che stava perquisendo la sua abitazione dove venne ritrovato un vero e proprio arsenale.

La galassia dell’estremismo
23.000, è questo il numero che l’ufficio federale della protezione costituzionale reputa essere estremisti di destra pericolosi per l’ordine pubblico. Un aumento netto di 500 unità nel solo 2016 rispetto al 2015. La galassia dell’estremismo è abbastanza variegata in Germania e non si riduce solo a canali “istituzionalizzati” come il partito NDP, che si rifà a quello nazista, e che recentemente è riuscito a sfuggire alla messa al bando da parte della corte costituzionale, e ad Alternativa per la Germania (AfD), partito populista di destra. Tra le file dei “rechte” si annovera il movimento contro l’islamizzazione della Germania, Pegida, alcuni gruppi Rock, il partito anti-islamico pro-NRW, quello identitario degli “Identitären”, oltre ai vari sottogruppi neonazisti che posso contare sul sostegno di quasi 6.000 individui. Ma la cosa che preoccupa gli investigatori è che gli attacchi portati a termine nell’ultimo anno sono stati messi in atto da individui non affiliati a nessun gruppo, lasciando pensare che l’estremismo di destra sia ampiamente sottostimato.