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Di Battista: “Eni ha tolto la pubblicità al Fatto. Chi attenta alla libertà di stampa?”

Grillo? Io non ho mai chiesto il permesso per venire in televisione“. Così a Dimartedì (La7) il deputato del M5S, Alessandro Di Battista, risponde a una domanda ironica di Giovanni Floris sulle ultime dichiarazioni del leader pentastellato. Di Battista racconta di aver rilasciato recentemente una intervista alla carta stampata: “Ho visto che i titoli erano totalmente diversi dal contenuto dell’articolo. Ho chiamato il giornalista che mi ha intervistato e mi ha detto che è colpa dei titolisti. Allora, da ora in poi voglio rilasciare interviste ai titolisti. Ci sono giornalisti straordinari in Italia. E meno male che ci sono. Io non attacco il giornalista in sé, ma il sistema mediatico e gli editori impuri, come Caltagirone, De Benedetti e Berlusconi“. Poi cita Il Fatto Quotidiano: “Ieri Il Fatto ha pubblicato un articolo sulle tangenti dell’Eni in Nigeria. Questo articolo non viene ripreso da nessun altro giornale. E cosa succede? L’Eni, che dà pubblicità, cancella un contratto da 20mila euro al Fatto. E allora chi sta facendo un attentato alla libertà di stampa?”. Poi precisa: “Non me ne frega niente del consenso, faccio ciò che sento. Non voglio fare il parlamentare tutta la vita”. Di Battista attacca l’Italicum (“E’ una legge fatta apposta per fare fuori il M5S”) e sottolinea: “Non ci alleiamo né con Salvini, né con Sel, ma possiamo votare in sintonia con loro su certi temi. Renzi farà un tour in autobus? Ma non aveva detto che si sarebbe ritirato dalla politica dopo il referendum? Allora, la sua parola vale zero. La sinistra? Io ho sempre votato a sinistra in vita mia: Pd, i Verdi e, chiedo scusa, anche Bertinotti. Avendo visto l’ipocrisia di questa falsa sinistra, dico che in Italia non c’è nulla di peggio di quelli che tra di loro si chiamano ‘compagni’ e poi hanno distrutto l’acqua pubblica, hanno distrutto i trasporti pubblici, hanno abolito l’art. 18, hanno creato questa Repubblica dei voucher“. E chiosa: “In Italia ci vuole un popolo che capisca che, soltanto tirando su la testa, potrà ottenere i suoi diritti. I diritti non te li regala nessuno. L’uomo forte in Italia è il cittadino che deve alzare la testa”