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Gambia, truppe senegalesi marciano per cacciare il presidente uscente: fuga dei turisti

Yahia Jammeh, dittatore dal 1994, rifiuta di lasciare il potere nonostante abbia perso le ultime elezioni. Il neopresidente Barrow ha giurato a Dakar, dove si è rifugiato qualche giorno fa. L'Onu sostiene lui e l'operazione militare

Il presidente uscente Yahia Jammeh si rifiuta di lasciare il potere, che detiene al 1994, nonostante la sconfitta elettorale. Le truppe senegalesi hanno quindi già varcato il confine del Gambia per dirigersi verso la capitale. La crisi di Banjul subisce così una drastica accelerazione, con la fuga di molti turisti e stranieri (foto) che temono violenze e lo scoppio della guerra civile.

Il presidente eletto del Gambia Adama Barrow ha giurato oggi nell’ambasciata del suo paese a Dakar, dove si è rifugiato da quale giorno, e poco dopo è iniziata l’operazione militare. Le truppe del Senegal fanno parte dell’Ecowas, l’organizzazione che raggruppa i Paesi dell’Africa occidentale. Il loro intervento è partito dopo il via libera del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che ha approvato una risoluzione di appoggio a Barrow, invitando Jammeh a lasciare pacificamente il Paese.

Uscito vincitore dalle elezioni presidenziali del 1 dicembre 2016 e riconosciuto come legittimo Capo dello Stato gambiano dalla comunità internazionale, Barrow sabato scorso si è rifugiato nel paese vicino nel timore di violenze. Jammeh ha infatti deciso di non cedere il potere e, inseguito anche al fallimento dell’ultimo tentativo fatto dal leader della Mauritania Ould Abdel Aziz per convincerlo, Barrow dopo l’insediamento potrà chiedere l’intervento militare in Gambia dei Paesi della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale per far rispettare il trasferimento di poteri.