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Ufo, ma gli extraterrestri arriveranno a cavallo?

Quando in tempi non sospetti, abbiamo parlato di cambio di paradigma della scienza, sulla questione degli extraterrestri e degli Ufo, non pensavamo di giungere a tanto. Oggi ci troviamo a leggere notizie di emeriti scienziati come Stephen Hawking preoccupati del fatto che prima o poi assisteremo allo sbarco di extraterrestri, e come lui molti altri.

La scoperta di civiltà extraterrestri tramite strumentazioni come i nuovi grandi radiotelescopi o i telescopi orbitali tipo Kepler, viene data come probabile ma non certa. Non solo ma si afferma su riviste o siti web di settore come ArXiv, che probabilmente la mancata scoperta di tali civiltà, sarebbe dovuta dalla loro capacità di occultamento tramite laser o altre tecnologie, come per la gestione e sfruttamento delle energie stellari tipo il caso “Tabby”, previste da Kardaschev nella scala delle Civiltà ET.

Non solo, ma è da pochi giorni la notizia lanciata dalle principali agenzie di stampa internazionale, della sperimentazione nei laboratori della Nasa del motore “impossibile” EMDrive, che produrrebbe energia dal nulla, cosa ritenuta impossibile dalla “nostre” leggi della fisica.

Ma chi ci dice poi che eventuali civiltà con qualche millennio o miliardo di anni di sviluppo in più rispetto a noi, non possano aver risolto tali problemi? Forse abbiamo saltato un passaggio logico. Sembra probabile che qualcuno possa giungere da noi per il cosiddetto primo contatto, ma come? Probabilmente a bordo di astronavi, of course.

Anche Seth Shostak del Seti, preoccupato per tale possibilità e in caso di una civiltà di tipo invasivo, ha recentemente affermato che “anche se tutte le nazioni del mondo si unissero per fronteggiare l’invasione extraterrestre, è certo che non riusciremmo a vincere poiché, sarebbe come se una legione romana decidesse di fronteggiare l’US Air Force. Risulta superfluo sottolineare che noi non ricopriremmo il ruolo dell’aviazione americana ed è anche difficile credere che le nazioni del mondo potrebbero unirsi fra loro per fronteggiare gli invasori alieni, al contrario sarebbe invece molto più probabile, che le varie nazioni farebbero a gara per ingraziarsi i favori della razza extraterrestre”.

E mentre si parla sempre più di extraterrestri, è invece scomparso l’Ufo, forse assorbito e associato agli ET nell’immaginario collettivo. In fondo se tali civiltà ci raggiungessero fisicamente, non lo farebbero certo a cavallo ma probabilmente attraverso astronavi sconosciute che oggi chiamiamo Ufo, i cui rapporti militari e di agenzie dedicate, delle principali nazioni della Terra sono in evidenza su internet e a cui recentemente si è aggiunta anche la Spagna.

Al di là delle intenzioni di ET che potrebbero esserci ostili, indifferenti o amichevoli, come nel caso del film di prossima uscita Arrival, un fatto evidente è che si prende sempre più in considerazione che saremmo noi a essere scoperti e non viceversa, visto anche il gap tecnologico che ci separerebbe in caso di contatto. Ormai l’Ufo è come l’uovo di Pasqua per i bambini, non interessa tanto il guscio di cioccolato ma la sorpresa dentro, che in questo caso sarebbero gli extraterrestri.

Dunque aveva ragione Schopenhauer quando affermava che “ogni verità passa attraverso tre fasi: all’inizio è ridicolizzata, poi è violentemente contrastata, infine la si accetta come evidente”. E non sarà un caso che, eminenti scienziati come Paul Davies cerchino tracce di tecnologie minerarie su asteroidi o pianeti vicini o, come per Douglas Vakoch con la ricerca di tracce nella nostra preistoria. Pertanto per costoro la presenza di extraterrestri è evidentemente più che una ipotesi.

Nel caso scoprissimo tali evidenze, saremmo però sicuri di una cosa: migliaia di anni fa gli extraterrestri non sarebbero certo venuti a cavallo ma attraverso quello che a 70 anni dal primo avvistamento convenzionalmente riconosciuto, abbiamo chiamato Flying Saucer poi Ufo e oggi chiamiamo Uap (Unidentified Aerial Phenomenon).

Probabilmente nel 2017 non saremmo invasi da malvagi ET, ma sicuramente lo saremo dalla stampa e i media, che a livello mondiale celebrerà molte ricorrenze come il primo avvistamento di un disco volante fatto da Kenneth Arnold il 24 giugno del 1947, il presunto crash di Roswell e molto altro ancora.