Diritti

Unioni civili, a Salerno un convegno sulla legge dimezzata

A un certo punto, Viviana Caponigro, avvocato salernitano che da 16 anni si occupa di famiglie e di bambini, nonché curatore speciale dei minori, ossia avvocato di chi non ha voce, ha sentito il bisogno di svegliare la sua città e farle prendere una posizione sull’arto mancante della legge Cirinnà sulle unioni civili: lastepchild adoption’.

La risposta c’è stata, altrettanto forte e chiara, perché l’assessore alle Pari opportunità ha sposato in pieno la questione e, insieme all’Istituto campano di Psicologia giuridica e al Comune, ha messo in piedi un convegno con conferenzieri stellati, sia in ambito giuridico che in quello psicologico. A Salerno, quindi, sabato 17 dicembre, arriveranno da tutta Italia giornalisti, famiglie arcobaleno, psicologi, assistenti sociali, educatori e studiosi delle nuove formazioni familiari. Tra gli altri, parleranno il giudice e coordinatore della Prima sezione civile del Tribunale di Salerno, Giorgio Jachia, e il giudice al tribunale di Napoli, Stefano Celentano; il ricercatore di Psicologia clinica all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Anna Lisa Amodeo, e Silvestro Calabrese, Giudice onorario presso il tribunale per i minorenni di Salerno, e verranno portate esperienze personali su omogenitorialità e filiazione omosessuale da Giuseppina La Delfa, ex presidente di Famiglie Arcobaleno.

Insomma il Sud si sveglia e prende il toro per le corna: in grande stile. Già, perché la polemica scoppiata intorno alla sentenza del Tribunale di Milano che ha respinto la richiesta di adozione incrociata da parte di una coppia di donne lesbiche nei confronti delle rispettive figlie biologiche, è attualissima. Evento strabiliante, visto che la Cassazione si era invece pronunciata in modo contrario solo pochi mesi fa. “Non si può più restare fermi – spiega la Caponigro – mentre un Paese va alla deriva trascinando con sé bambini, famiglie e la giurisprudenza tutta. La voce deve levarsi subito, adesso, e deve essere quella di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, perché in ballo ci sono i diritti civili, la democrazia, il funzionamento della giustizia italiana”.

Il 17 si parlerà, come dice il titolo, di “Unioni Civili, le convivenze e l’omogenitorialità“. Di ‘stepchild adoption‘, dunque, quel pezzo di legge che non è stato approvato, ma anche di gestazione per altri, “Tutti argomenti – continua Caponigro – che il Parlamento non ha affrontato. Il problema non è piccolo, e mi spiego: grazie all’equiparazione tra figli legittimi e naturali del novmbre 2012, oggi in Italia riconosciamo che tutti i figli sono uguali. Per questo si è potuta avere la legge sulle unioni civili, che riconosce che anche le coppie sono tutte uguali. Eppure, ciò non è vero. Perché mentre la filiazione delle coppie eterosessuali, sposate o meno, è riconosciuta con pieni diritti, non lo è per nulla quella delle coppie omosessuali, anche se unite civilmente. La regolamentazione delle famiglie arcobaleno è dunque affidata ai tribunali e alle loro lungaggini. Tribunali che, oltretutto, sentenziano ciascuno in modo diverso”.

Ed ecco che i partecipanti riceveranno strumenti pratici per orientarsi in un Paese incoerente e disordinato, per farsi un’idea sugli studi internazionali della comunità scientifica riguardanti bambini arcobaleno e famiglie omo, ma anche per capire lo stato dell’arte dei diritti negati per un pezzo della popolazione e per molti bambini – basta pensare che 10 anni fa l’unico censimento istituzionale in merito ne contava 100mila: facendo un po’ di conti..