Società

Safety Pin, la spilla da balia contro l’odio di Donald Trump

Le spille di sicurezza, dette anche spille da balia, mi son sempre piaciute. Tengono insieme, nell’emergenza, quel che si è rotto, magari per la strada, in viaggio, quando meno ce lo aspettiamo e nessun sarto ci può aiutare lì per lì, e ci evitano così piccoli disastri ed imbarazzi. Ma non solo i vestiti si strappano, come si sa; anche il tessuto sociale, a volte, sembra sbrindellarsi e cascare in pezzi.

Dopo il voto sulla Brexit in Gran Bretagna si sono moltiplicati episodi di razzismo e aggressione verso gli immigranti. Un’utente di Twitter, Allison, ha ripreso, sembra dall’Australia, un simbolo semplicissimo, che vuol dichiarare a chi ci incontra per la strada che siamo persone di cui ci si può fidare, che parlando o stando vicino a noi si sta al sicuro, che siamo gentili e affidabili.

Appuntandoci una spilla da balia dichiariamo solidarietà con persone di altro colore e migranti, dichiariamo di vederli come le singole persone che sono, col loro bagaglio di disperazione, sia quella evidente, grande, contingente che quella esistenziale, sotterranea, implicita nell’essere umani.

Safety pin, spille di sicurezza, il loro stesso nome esprime il significato che si vuole esprimere portandolo, vogliamo dire: “Sono come un porto sicuro per gli altri, esseri umani come me, vulnerabili e bisognosi di aiuto, con me puoi parlare, non mi difenderò aggredendoti”. Il che non significa, certo, che chi non ne porta, e ben in vista, sia in se fonte di aggressione o pericolo. In genere aggressività e rabbia sono ben leggibili nello sguardo di chi incontriamo per la strada, ma a volte siamo solo soprappensiero e il nostro sguardo duro sembra scostante e ci rende inavvicinabili agli altri – e a volte ci va bene così.

? #safetypin

Una foto pubblicata da ⭐ meli ⭐ (@introvertsedit) in data:

Dopo le elezioni Usa chi vuol contrastare le aggressioni verso immigrati, persone di colore, Lgbt, diversamente credenti e minoranze ha ripreso il simbolo della spilla di sicurezza per farsi riconoscere e dir loro “di me ti puoi fidare”, la tua sicurezza mi sta a cuore. Mi piace molto che una cosa così semplice sia simbolo di un’altra cosa così semplice: riconoscerci come singoli esseri umani, darci una mano, esserci l’uno per l’altro. E la spilla da balia simboleggia anche qualcos’altro .

Quando un neonato piange e si dispera, e non riusciamo a calmarlo, la saggia balia lo spoglia e cerca la spilla da balia che si è aperta e lo punge. Sa bene che non c’è alcuna cattiva intenzione nel bimbo, se fa tante storie e urla come un pazzo. Anche se sentirlo ci disturba parecchio, sappiamo che non lo fa apposta, che esprime un disagio. Bene: gli adulti sono ex-neonati, tutti.

Mi sembra un bel vantaggio ricordarcene: se riuscissimo a chiederci sempre, davanti a qualcuno che ci disturba parecchio, “di che cosa ha bisogno, che crede di non ottenere, dov’è la spilla aperta che lo punge e gli fa male?”

Portare la spilla ben in vista sulla camicia simboleggia allora la nostra disponibilità a ricordarci che l’altro è un essere umano che è stato punto, da quand’era piccolo a oggi, da mille spille da balia che si sono aperte nel momento meno adatto, che ha paura di soffrire, come noi, che vorrebbe tanto potersi sentire al sicuro e star bene, come noi. La nostra comune vulnerabilità e le nostre stesse paure potrebbero, alla fine, unirci. E intanto la spilla me la sono appuntata sulla camicia, come simbolo del mio augurarmi di poter essere una piccola spilla di sicurezza per chi mi incontra.

Ma intenzioni e capacità non sono la stessa cosa, per cui alla fine non so – magari sarò ancora spesso una spilla da balia aperta e pungente, causa di fastidio e dolore per il mio prossimo, e non me ne accorgerò nemmeno. Mentre le spille da balia si riempiranno di polvere in un angolo, in buona compagnia con altri pazienti simboli delle nostre buone intenzioni – piccoli Buddha, giraffe per ricordarmi del linguaggio giraffa, rosari… Eppure mi auguro davvero di vedere tante spille anti-odio in giro per la strada.