Cronaca

Mantova, serata Pd su “Sì a referendum e ricostruzione post-sisma 2012”. Sfollati: “Inopportuno”

Accade a Moglia, paesino del mantovano: fra i relatori il sindaco, Simona Maretti, e l'onorevole dem Marco Carra. "Dall'aprile 2014 qui non si fa un incontro pubblico - protesta chi è rimasto senza casa - ci sono ancora case e scuole da sistemare e gente che vive in affitto nell'attesa di un'abitazione. E il sindaco ha sempre evitato ogni confronto". Il primo cittadino: "Qual è lo scandalo?"

Un tema drammatico come quello della ricostruzione post sisma 2012 trattato nella stessa serata nella quale si farà campagna per il Sì al referendum del 4 dicembre. Succede stasera, giovedì 17 novembre, a Moglia paese in provincia di Mantova, duramente colpito dal terremoto di 4 anni fa che ancora ha sul territorio parecchi sfollati e problemi proprio con la ricostruzione. La serata è organizzata dalla sezione locale del Pd.

L’opportunità di mettere insieme ricostruzione post sisma e campagna per il sta spaccando il paese e anche nelle piazze virtuali (i social network), oltre che in quelle reali, l’argomento è rovente. Il volantino distribuito per promuovere l’incontro lascia pochi dubbi sulle intenzioni di fare propaganda per il Sì al referendum. Sul fronte è riportato il titolo dell’incontro: “Il nostro impegno per la ricostruzione post sisma 2012, le opportunità della legge di bilancio 2017, il cambiamento con il Sì al Referendum“. E sono indicati i relatori. Doveva esserci Paola De Micheli, esponente del Pd e sottosegretario all’Economia con delega alla ricostruzione dei territori colpiti dai terremoti, ma qualche ora prima dell’evento ha comunicato che non riuscirà a essere presente. L’incontro si farà lo stesso e i temi trattati non cambieranno. Fra i relatori il sindaco di Moglia, Simona Maretti, e l’onorevole del Pd, Marco Carra. Sul retro del volantino uno spot per il Sì con tanto di scheda fac-simile di votazione e una bella croce sul Sì.

“A mio parere – spiega a IlFattoQuotidiano.it Mario Sala, sfollato con moglie e tre figli ed esponente del Comitato ‘Esodati del terremoto di Moglia‘ – è inopportuno e totalmente fuori luogo trattare nella stessa serata le ragioni per votare sì al referendum del 4 dicembre e un tema delicato come quello della ricostruzione in un paese come Moglia, che ha sul territorio ancora numerose famiglie sfollate in attesa di ricevere i fondi per sistemare le loro abitazioni e rientrare a casa”. Secondo Sala è legittimo che il Pd lo faccia, ma aggiunge: “Avrei separato gli argomenti. Dall’aprile 2014 a Moglia non si fa un incontro pubblico sul tema della ricostruzione e i problemi qui da noi, le assicuro, sono ancora moltissimi con case e scuole da sistemare e gente, come me, che vive in affitto nell’attesa che la propria abitazione venga ricostruita. Per questo ritengo che il tema avrebbe meritato di essere trattato separatamente dalla questione referendaria. Cosa c’entrano le due cose? Un confronto vero sul tema ricostruzione post terremoto andava cercato e promosso prima dalla persona eletta per guidare e amministrare Moglia, il sindaco. Invece in questi anni difficili il primo cittadino il confronto lo ha spesso evitato“.

Sala ha visto con i propri occhi le ruspe abbattere il condominio dove viveva con altre 25 famiglie: “Abbiamo scelto – spiega – di attingere ai fondi per ricostruire da capo la palazzina, troppo lesionata, coprendo parte delle spese con nostre risorse. I lavori sono iniziati qualche mese fa, ma la ditta che li stava eseguendo è fallita per cui tutto si è fermato e i tempi si allungano. Dobbiamo aspettare una nuova gara e temo che ora ci vorranno altri due anni prima di rientrare a casa”.

Lorena Zigarini ha la madre 83enne che vive a Moglia e che ancora non può rientrare nella propria abitazione perché inagibile: “Siamo in attesa- spiega – che la pratica per ottenere i fondi per la sistemazione della casa vada avanti. Al momento mia madre vive in affitto”. Non vuole esasperare la discussione e ritiene che il Pd stia legittimamente portando avanti le proprie ragioni referendarie a favore del Sì, ma “sarebbe stato opportuno – dice – organizzare un incontro solo sullo stato attuale della ricostruzione dopo il terremoto e lasciare fuori il referendum. Questo se si voleva fare informazione pubblica e non politica”.

Di questo tenore molte altre opinioni espresse sulla pagina Facebook di Sala, che attraverso un post aveva manifestato le proprie perplessità in merito alle modalità con cui era stato organizzato l’incontro pubblico.

Commenta con disappunto anche Emanuele Bellintani, coordinatore dell’associazione eQual di Mantova che si occupa di diritti e ha seguito da vicino l’evolversi della ricostruzione a Moglia: “Insieme agli oltre 71 comizi di Renzi in un mese e mezzo, balzano all’occhio gli eventi-spot del Pd in cui le problematiche dei territori vengono inserite a forza nel calderone referendario.  Il 4 dicembre questa campagna estenuante finirà, l’emergenza post-sisma invece andrà avanti”.

Il sindaco di Moglia, Simona Maretti, precisa subito che “l’iniziativa è del Pd e io sono stata chiamata a fare il punto della situazione sulla ricostruzione post sisma 2012 nel  territorio da me amministrato. Di certo non interverrò sul Referendum. Mi dispiace che all’ultimo la Sottosegretario De Micheli abbia comunicato di non poter partecipare. Con gli altri sindaci dei paesi terremotati del mantovano avevano organizzato un incontro prima del convegno del Pd, per informarla sullo stato attuale della ricostruzione. Le polemiche sull’opportunità di trattare argomenti diversi come referendum e terremoto? Il Pd è libero di organizzare le iniziative come meglio crede“.

Ritiene “inopportuna la polemica sull’opportunità di trattare argomenti come ricostruzione post sisma e referendum in una stessa serata” il segretario provinciale del Pd di Mantova, Antonella Forattini. “Mi sembra tutto molto chiaro e trasparente – dice Forattini – il Pd invita propri esponenti a trattare temi di attualità come la ricostruzione dopo il terremoto del 2012, la legge di bilancio e il cambiamento con il Sì al Referendum. Cosa c’è di tanto scandaloso? Il Pd, che oggi governa, è libero di fare campagna elettorale per il Sì o deve nascondersi? Direi proprio di no, se poi qualcuno è interessato può partecipare e porre domande. Risponderemo senza problemi”.