Prove su strada

Kia Optima PHEV Plug-in, la prova del Fatto.it – La coreana ibrida di rappresentanza – FOTO

In attesa della variante station wagon, in arrivo il prossimo anno, debutta anche nel nostro Paese la versione ibrida plug-in della berlina di taglia grande coreana. Allestimento unico a 44 mila euro, con dotazioni complete e autonomia in modalità elettrica di oltre 50 km

Ancora berline? Eppure dovrebbe essere chiaro che dalle nostre parti non vanno più di moda da un pezzo. Ragionamento che non fa una piega, a patto di considerare l’Italia come l’ombelico del mondo automobilistico… Così ovviamente non è, e prodotti che vogliono essere globali non possono prescindere da un’architettura che ad altre latitudini tira ancora parecchio.

Specie se il loro pezzo forte, oltre al design, è quella sorta di ponte verso il futuro che si chiama ibrido. E’ il caso della Kia Optima, coreana di “rappresentanza” che si presenta ora anche con la doppia motorizzazione (benzina ed elettrico), con in più l’opzione plug-in, ovvero la possibilità di ricaricare la batteria collegandosi ad una normale presa di corrente.

Ma facciamo un passo indietro, più precisamente all’estetica. Perché la Optina PHEV è l’esempio di come un’auto a basso impatto ambientale (i consumi dichiarati nel ciclo combinato sono di 1,6 litri di benzina per 100 km) non necessariamente debba essere brutta. Anzi: filante, quasi sportiva, e aggressiva quanto basta con la “firma” della calandra anteriore Tiger Nose, ormai familiare. E qui, il merito va soprattutto al capo del centro stile Peter Schreyer, che da quando è approdato in Kia ha tirato fuori modelli dall’indubbio appeal: un plus che, francamente, prima di lui mancava.

Ciò detto, torniamo al sistema di propulsione. Il pacchetto è formato da un 2.0 GDi benzina da 156 cavalli, in abbinamento a un motore elettrico sincrono a magneti permanenti: la potenza complessiva sviluppata dal sistema è di 205 cavalli, e permette di coprire lo 0-100 orari in 9,4 secondi. L’interazione tra le due unità è fluida in ogni condizione di marcia, dunque a tratti ci si dimentica anche di viaggiare su un’ibrida. A patto, naturalmente, di non avere il piede troppo pesante.

Per quanto riguarda la batteria, va detto che garantisce un’autonomia in sola modalità elettrica di oltre 50 chilometri, con una velocità massima raggiungibile di 120 km/h. Può essere ricaricata da una normale presa di corrente casalinga in sei ore e mezzo, mentre per la ricarica veloce ne bastano meno della metà.

Infine, la dotazione di bordo. Ottima e abbondante, se non altro perché questo modello è offerto in un solo allestimento a 44 mila euro: fari led adattivi, volante riscaldato, climatizzatore bizona con ionizzatore, interni in pelle, sistema hi-fi Harman Kardon, ricarica del cellulare wireless, schermo da 8” con navigatore GPS 3D e info sull’autonomia elettrica, Android Auto e Apple Car Play. Volendo, è possibile aggiungere un Platinum Pack (3.000 euro) che prevede un’ulteriore upgrade dal punto di vista della sicurezza e da quello dell’assistenza alla guida.

Kia Optima ibrida plug-in LA SCHEDA

Il modello: è una berlina con propulsone ibrida e ricarica plug-in che va ad arricchire la gamma Optima. L’anno prossimo ne arriverà anche una versione station wagon.
Dimensioni: lunghezza 4,86 m, larghezza 1,86 m, altezza 1,47 m
Motore benzina: 2.0 GDI da 156 Cv
Motore elettrico: sincrono a magneti permanenti da 67 Cv
Consumi ciclo combinato: 1,6 litri per 100 km
Prezzo: 44 mila euro
Ci piace: design, fluidità di marcia, dotazioni di bordo e infotainment
Non ci piace: sul prezzo si poteva fare qualcosa di più, anche se è previsto uno sconto al lancio di 4.000 euro