Cronaca

Potenza, falsificava presenze dei migranti in centro accoglienza per avere più soldi dallo Stato: imprenditore ai domiciliari

Organizzava corsi di formazione per aiutare l’integrazione dei profughi e la ricerca di un lavoro, poi però nei report ufficiali risultavano presenti nella sua struttura stranieri che si trovavano in tutt’altri luoghi: c’è chi era impiegato nella raccolta del pomodoro e dell’uva in aree non molto distanti, ma c’era anche chi si trovava all’estero. E persino chi era ricoverato in ospedale. Per questo motivo Michele Frascolla è stato arrestato (e messo ai domiciliari) per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche

Falsificava le presenze dei migranti ospitati nel centro di accoglienza: ne dichiarava un numero maggiore rispetto a quello reale per ottenere più soldi. Questa l’accusa che ha portato all’arresto dell’imprenditore di Potenza Michele Frascolla, ora ai domiciliari, amministratore unico della società ‘Manteca’, che si occupa dei servizi di accoglienza. E non solo: perché Frascolla, come documentato anche da un servizio televisivo andato in onda su Sky ad agosto scorso, organizzava anche corsi di formazione per aiutare l’integrazione dei migranti e la ricerca di un lavoro. Nel frattempo, però, nei report ufficiali risultavano presenti nella struttura stranieri che si trovavano in tutt’altri luoghi. C’è chi era impiegato nella raccolta del pomodoro e dell’uva in aree non molto distanti, ma c’era anche chi si trovava all’estero. E persino chi era ricoverato in ospedale. L’imprenditore è anche indagato, insieme ai rappresentanti di altre due società, una con sede a Potenza e l’altra a Bitetto (Bari), entrambe impegnate nell’accoglienza dei migranti, per il reato di turbata libertà degli incanti: al centro dell’indagine una procedura da circa 9 milioni di euro per ospitare in Basilicata circa 900 migranti.

L’ARRESTO PER TRUFFA – La squadra mobile ha condotto le indagini sulle presunte irregolarità nella gestione della ‘Manteca’ e, su disposizione del gip di Potenza, ha eseguito il provvedimento nei confronti dell’amministratore unico, accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. È stata inoltre sequestrata parte delle quote della società. Il reato di turbativa degli incanti è contestato in relazione a una procedura aperta per servizi di accoglienza a 904 migranti, in provincia di Potenza, tra il 1 marzo e il 31 dicembre di quest’anno, per il valore complessivo presunto di 8.851.968 euro (Iva esclusa), calcolato su un costo massimo pro-capite al giorno di 32 euro. A sentire gli inquirenti, ci sarebbe stato un accordo per non fare ‘sconti superiori a un euro’, vanificando il criterio dell’aggiudicazione secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa.

GLI AFFARI CON I MIGRANTI – Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, comunicando la presenza di più migranti rispetto a quelli realmente ospitati nel centro di accoglienza, l’uomo avrebbe messo in piedi una truffa di diverse migliaia di euro. Nel frattempo, attraverso la società, Frascolla organizzava anche corsi di formazione per gli stranieri in cerca di un’occupazione. “Abbiamo fatto degli esperimenti interessanti che vorremmo proseguire nel settore delle costruzioni – spiegava in un servizio televisivo andato in onda su Sky – ma anche in quello agroalimentare”. Intercettazioni telefoniche e telematiche, analisi di tabulati telefonici e testimonianze, però, hanno portato alla luce l’altra faccia della medaglia, consentendo di acquisire una serie di elementi. I report giornalieri delle effettive presenze dei cittadini stranieri in regime di ospitalità, assegnati in virtù degli accordi quadro stipulati, indicavano periodi di assenza ben diversi rispetto a quelli reali. Anomalie che non sono cessate neppure dopo le visite ispettive per conto della Prefettura, durante le quali si continuavano a segnalare le incongruenze. Inconciliabile, infatti, la presenza nel centro di stranieri che, invece, per due mesi sono stati impiegati nella raccolta di prodotti agricoli in località della stessa provincia, ma anche nella zona di Candela (Foggia), ancora di più quella di migranti che erano in altre regioni o addirittura che avevano già lasciato l’Italia per andare in Germania o erano in viaggio verso l’Austria, con tanto di foto postate sui social network. Tutti inseriti nelle liste ufficiali, anche chi era ricoverato in ospedale o chi era in Toscana ed è stato persino ripreso dalla telecamere della trasmissione televisiva ‘Le Iene’ durante un servizio sullo spaccio di droga a Prato.