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Steve McCurry, arrestata la ragazza afghana: i suoi occhi verdi, simbolo di un popolo

Accusata di aver falsificato i documenti di identità, Sharbat Gula, secondo quanto riportato dalla tv DawnNews è stata arrestata in Pakistan. lo scatto del grande fotografo ha portato il suo volto in tutto il mondo

Le storie raccontate attraverso i volti della gente, l’attimo fermato in un’immobilità quasi cinematografica. Intorno la scena che si compie, nella sua drammaticità. Steve McCurry, uno dei grandi maestri della fotografia contemporanealo conoscono tutti anche se non tutti ne associano il nome all’opera. Lo conoscono tutti, McCurry, non fosse altro che per uno dei suoi scatti più rappresentativi: una ragazza afghana. La ragazza afghana. I suoi occhi verdi, la stoffa arancione e rossa come terra che le circonda il volto, l’espressione impaurita eppure determinata. Una fotografia, quella realizzata da McCurry, che è diventata simbolo di quegli afghani arrivati in Pakistan dopo l’invasione sovietica del Paese. Simbolo della lotta di un popolo. “Simbolo della guerra”. Copertina del National Geographic Magazine del giugno 1985, “la ragazza afghana” è impressa in modo indelebile nell’immaginario di tutti.

E ora la protagonista dello scatto, Sharbat, secondo quanto riportato dalla tv DawnNews è stata arrestata in Pakistan. Nel 2014 la ragazza avrebbe chiesto una carta di identità falsa, dichiarando di essere nata in Pakistan. L’Agenzia federale di indagini (Fia) le ha quindi contestato il reato di falsificazione del documento di identità e le sarebbero stati sequestrati anche documenti afghani. Già lo scorso anno alla donna e ai suoi presunti figli erano stati annullati dei documenti ritenuti falsi. Rifugiata in Pakistan, quei documenti le sarebbero stati necessari per avere una vita migliore.

La”Mona Lisa della guerra afghana” aveva solo 12 anni quando McCurry la rese nota in tutto il mondo e ne fece il simbolo della dignità del suo popolo: la fotografia fu scattata nel campo profughi di Peshawar dove Sharbat era appena arrivata. Rimasta nell’anonimato fino al 2002, è stato lo stesso fotografo a darle un nome quando, nel 2002, tornò in Pakistan per cercarla, rivederla, fotografarla ancora, questa volta trentenne e madre di tre figlie. “La sua pelle è segnata, ora ci sono le rughe, ma lei è esattamente così straordinaria come lo era tanti anni fa”, disse il fotografo dopo averla raggiunta ed essersi accertato che fosse lei grazie al tecnico John Daugman grazie alla biometrica.

Honored to be exhibited at the @hermitage_museum in St. Petersburg, Russia.

Una foto pubblicata da Steve McCurry (@stevemccurryofficial) in data: