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Uragano Matthew, 900 morti ad Haiti. Cala intensità ma resta alta l’allerta negli Stati Uniti. Dieci vittime tra Florida, Georgia e North Carolina

Declassato a categoria 2, il ciclone ha investito la costa sudorientale degli Usa. I venti soffiano a 175 km orari, e si fa alto il rischio legato alle mareggiate. Centinaia di migliaia le abitazioni rimaste senza corrente. Nel Paese caraibico, intanto, è crisi umanitaria: strutture di soccorso al collasso e timore per una esplosione di colera

L’uragano Matthew s’indebolisce, ma continua a minacciare gli Stati UnitiDopo aver devastato Haiti, dove ha causato quasi 900 morti e la più grande crisi umanitaria dai tempi del terremoto del 2010, il ciclone ha raggiunto gli Stati meridionale della east coast, dove ha già causato 10 vittime. Tre persone hanno perso la vita nel North Carolina, altre 3 in Georgia e 4 in Florida.

Anche se è stato declassato a categoria 1 su una scala di 5, Matthew continua ancora a essere considerato “un uragano mortale”: così lo ha definito il governatore del North Carolina, Pat McCrory. Dopo aver investito la Florida nella giornata di sabato, Matthew si dirige verso nord. Il ciclone ha provocato inondazioni record nel North Carolina anche se bisognerà attendere le prossime ore per poter quantificare i danni. L’allarme rimane comunque alto: agli abitanti degli Stati interessati dal passaggio dell’uragano è stato chiesto di prendere precauzioni. L’ultimo aggiornamento del National Hurricane Center afferma che l’uragano si trova a 48km sud-sudovest da Cape Hatteras, nel North Carolina, con venti a 120km orari.

Ad Haiti, intanto, continua l’aggiornamento del bilancio dei morti e dei danni causati dall’uragano. Il conteggio delle vittime è salito fino a quota 900, ma le autorità locali temono che le vittime possano essere più di mille. Grande emergenza è quella legata all’acqua, che in molte parti del Paese risulta contaminata da liquami vari. Le associazioni umanitarie sottolineano il rischio di una esplosione di colera,  che in queste ore avrebbe già ucciso 7 persone: l’epidemia è già presente ad Haiti, ma ora potrebbe diffondersi ulteriormente. L’allarme è stato lanciato, in queste ore, anche dall’Unicef: “Fiumi in piena, acque stagnanti e cadaveri umani e di animali sono un terreno perfetto per le malattie trasmesse dall’acqua – ha detto Marc Vincent, rappresentante Unicef ad Haiti – Ogni giorno che passa aumenta la minaccia del colera. Siamo in una corsa contro il tempo per raggiungere questi bambini prima che lo facciano le malattie”. Le strutture di emergenza, intanto, sono al collasso: alcune risultano gravemente danneggiate, altre sono sovraccariche di feriti.