Cronaca

Terrorismo, “rischio attentati in segno di solidarietà con i sette anarchici arrestati”

L'allarme arriva da fonti dell'antiterrorismo, secondo cui nei prossimi giorni potrebbero essere colpiti obiettivi istituzionali all'estero. Una risposta al blitz della Procura di Torino contro la Federazione Anarchica Informale

Nei prossimi giorni c’è il rischio che all’estero avvengano attacchi e sabotaggi contro obiettivi istituzionali: un gesto di solidarietà nei confronti dei sette anarchici arrestati ieri in tutta Italia (leggi). E’ già successo in altre occasioni. Per questo gli esperti dell’antiterrorismo della Digos di Torino lanciano l’allarme dopo aver messo a segno l’operazione “Scripta manent”, coordinata dalla procura di Torino, che ha smantellato il presunto nucleo principale della Federazione Anarchica Informale, la sigla anarco-insurrezionalista nata nel 2003 e composta da diverse cellule, che si ispira all’ideologo dell’anarchismo insurrezionalista Alfredo Maria Bonanno (leggi) e all’esperienza di Azione Rivoluzionaria, formazione costituita Gianfranco Fama e Roberto Gemignani e attiva fra il 1977 e 1979.

Nel 2011 la Fai, che non ha niente a che vedere con la Federazione Anarchica Italiana, anzi si oppone al suo anarchismo sociale e non violento, aderisce al Fronte Rivoluzionario Internazionale e in 13 anni compie una cinquantina di attentati dinamitardi in tutta Italia per raggiungere il proprio obiettivo politico: “distruggere lo Stato e il capitale”.

Tra i più gravi, le bombe esplose nel dicembre 2003 sotto l’abitazione bolognese di Romano Prodi, allora presidente della Commissione europea, a cui pochi giorni dopo vengono inviati plichi incendiari. E’ il battesimo del fuoco della Fai e il primo attentato che sancisce il sodalizio tra le varie sigle che aderiscono al gruppo. Poi i pacchi bomba inviati a Sergio Cofferati nel 2005 e a Sergio Chiamparino nel 2006, rispettivamente sindaci di Bologna e Torino. A cui segue una lunga lista di altre “campagne” portate avanti a suon di “botti” che prendono di mira forze dell’ordine, giornali, aziende e rappresentanti delle istituzioni.

Per gli investigatori, però, il salto di qualità dell’organizzazione avviene il 7 maggio 2012 a Genova, quando viene gambizzato Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare. E’ da quell’attentato – per cui vengono condannati in via definitiva Alfredo Cospito e Nicola Gai, nuovamente colpiti dall’indagine dei pm di Torino – che avviene la svolta investigativa sulla Fai che ha portato agli arresti di ieri. L’azione viene rivendicata dal Nucleo Olga, uno dei tanti gruppuscoli che fanno parte di quella “struttura unitaria operante attraverso una pluralità di sigle”. Così i magistrati descrivono la Federazione Informale.

Olga è un’anarchica greca finita in carcere. Il nome del gruppo è dedicato a lei, così come il ferimento di Adinolfi. All’interno della Fai c’è anche il Nucleo in onore di Mauricio Morales Duarte, anarchico cileno morto il 22 maggio del 2009 mentre stava trasportando dell’esplosivo da lui stesso preparato. Dunque Grecia e Cile. Ma anche in Russia, in paesi del Nord Europa e in altre parti del Sud America. E’ qui che secondo gli inquirenti gli anarco-insurrezionalisti della Fai hanno contatti. Nelle rivendicazioni dei loro attentati non sono mai mancate parole di solidarietà verso anarchici arrestati all’estero. Adesso alcuni compagni potrebbero ricambiare.