Politica

Terremoto, Renzi: “Ricostruire in fretta, massima trasparenza, anche con Anac. Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile”

Il presidente del Consiglio con la sua enews annuncia il progetto Casa Italia: "Il rischio zero non esiste, ma serve un programma lungo almeno un paio di generazioni. E' difficile, ma non è un buon motivo per non iniziare". Chiede alle opposizioni di collaborare: "Dividiamoci su altre cose, non su questa"

“C’è una ricostruzione da coordinare nel modo più saggio e più rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate. La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente con l’aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l’Autorità Anti Corruzione ma anche con la massima trasparenza online. Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile“. Lo scrive, nella e-news, il presidente del Consiglio Matteo Renzi. “L’idea iper razionalistica di chi in queste ore dice ‘rischio zero’ è inattuabile – aggiunge il capo del governo – Nessuno di noi potrà bloccare la natura, ma perché non cambiare mentalità e lavorare – tutti insieme – a un progetto che tenga più al riparo la nostra famiglia, la nostra casa? Questo è il senso del progetto Casa Italia“. Il presidente del consiglio sottolinea che sarà “un progetto di lungo respiro, che richiederà anni, forse un paio di generazioni. Ma il fatto che sia un progetto a lungo termine, non è un buon motivo per non iniziare subito“.

Renzi dice che proporrà “a tutte le forze politiche di collaborare su questi temi. Con Casa Italia in ballo c’è il futuro dei nostri figli, non di qualche ministero. E proporrò a tutti i partiti, anche a quelli di opposizione, di dare una mano perché la politica italiana offra una dimostrazione di strategia e non solo una rissa dopo l’altra. Abbiamo decine di argomenti su cui possiamo dividerci e litigare; su questo lavoriamo insieme“.

Il capo del governo ammette che “sulla ricostruzione ci sono pagine di assoluta efficienza e pagine che invece andrebbero cancellate, lo sappiamo. Ma quello che in passato è spesso mancato è la costruzione di un progetto paese basato sulla prevenzione: non solo reagire, non solo ricostruire, ma prevenire. E dunque serve un deciso cambio di mentalità”. “In Casa Italia – aggiunge – immagino di inserire non solo i provvedimenti per l’adeguamento antisismico ma anche gli investimenti che stiamo facendo e che continueremo a fare sulle scuole, sulle periferie, sul dissesto idrogeologico, sulle bonifiche e sui depuratori, sulle strade e sulle ferrovie, sulle dighe, sulle case popolari, sugli impianti sportivi e la banda larga, sull’efficientamento energetico, sulle manutenzioni, sui beni culturali e sui simboli della nostra comunità”.

Casa Italia “sarà presentato nei prossimi giorni a tutti i soggetti interessati, ai professionisti, ai rappresentanti di comuni e regioni, ai sindacati e alle associazioni di categoria, agli ambientalisti e ai costruttori. Il fatto che per 70 anni non siamo riusciti a far partire un progetto coordinato e strategico di prevenzione significa che questa sfida non è facile, fa tremare i polsi. Ma il fatto che sia una sfida difficile, non è un buon motivo per non provarci. È un progetto di lungo respiro, che richiederà anni, forse un paio di generazioni, come ieri mi diceva con lucidità e visione un grande italiano quale Renzo Piano“.

Poi nella newsletter di Renzi, la parte più emotiva. “In queste ore l’Italia è una famiglia colpita”. “L’Italia sa come fare a reagire. Siamo bravi e generosi, specie nei momenti di difficoltà. La gestione dell’emergenza da parte della Protezione Civile è stata efficace e tempestiva. Ci sono 238 persone che sono state strappate dalle macerie dalla professionalità dei Vigili del Fuoco e dei soccorritori: un numero impressionante. Siamo orgogliosi di questa reazione. Siamo fieri di questo meraviglioso popolo italiano”.