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Superenalotto, “jackpot ai terremotati”. Ma dal ministero Economia dicono: “Ci sono problemi da risolvere”

La proposta rilanciata sui social anche da Antonio Boccuzzi, deputato Pd e Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia. Ma intervenire sul montepremi è tecnicamente complicato

Il jackpot sale a 129.800.000 euro e sul web rimbalza ormai da diverse ore la proposta di devolvere la vincita del SuperEnalotto alle popolazioni colpite dal terremoto. Molti sono gli utenti che, soprattutto su Facebook, hanno lanciato l’idea di “sbloccare” la cifra in palio. Tra loro Antonio Boccuzzi, deputato Pd e Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia che su Facebook ha scritto: “Apprendo dai media che il governo starebbe studiando la fattibilità della mia proposta di destinare il Jackpot da 128.8 mln del SuperEnalotto alle popolazione colpite dal terremoto. Ovviamente se questa notizia venisse confermata non potrei che esprimere un plauso. Spero che sia confermata la fattibilità e sono certa che gli italiani condividerebbero una scelta di questo tipo di fronte alle scene strazianti che abbiamo visto in queste ore. Ricordo che a sostegno della proposta sono partite diverse raccolte di firme e petizioni e ringrazio tutti coloro che hanno dato una mano”. E molte sono anche le petizioni nate su Change.org, ciascuna con più di duemila sostenitori.

Ma la proposta è fattibile? “Ci sono dei problemi da risolvere“, ha detto all’agenzia di stampa di giochi e scommesse Agipronews il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Difficile che si possa intervenire sul Jackpot attuale dal momento che il montepremi tecnicamente “appartiene” già ai giocatori che, nel corso dell’ultimo anno, a partire dal giorno successivo all’ultimo “6” centrato ad Acireale a luglio 2015, hanno investito circa 900 milioni di euro.

Quindi, come scrive Francesco Zafferano su LaStampa, il montepremi è formato dai soldi dei giocatori: è possibile decidere senza interpellarli? No. Inoltre, il Superenalotto è un gioco Sisal, che è un’azienda privata. Il governo non può quindi decidere di sbloccare la vincita in favore delle popolazioni terremotate. Può valutare semmai di devolvere ai terremotati quanto incasserebbe dalle vincite, che sono soggette a tassazione. Considerazioni, queste, fatte da tanti utenti su Twitter: “Doniamo alla scienza i neuroni di quelli che vogliono donare il jackpot del superenalotto”, “al primo che ha pensato al jackpot del #superenalotto per gli sfollati sarà data la laurea in economia ad Honorem”, “perché fermarsi al Superenalotto, vendiamo il Colosseo, mettiamo all’asta la Lamborghini”.