Società

Burkini, l’inutilità di questo dibattito

Ma davvero siamo qui a dibattere “burkini sì, burkini no”?. E’ davvero questo il problema, il nuovo terreno di scontro nella lotta di qualcuno contro l’islam o i crociati?

Ieri, per cause totalmente differenti, il dibattito sul burkini cresceva di pari passo con l’emozione a rate – come ho scritto ieri – suscitata dalla foto di Omran. Per il burkini c’è chi ha preso posizione, favorevole o contraria, per Omran non si è stati capaci – e mi rivolgo a chi ha preso posizione proprio sul burkini – di esprimere un giudizio netto su un problema reale: la guerra che insanguina la Siria.

La frivolezza la fa da padrona: incapaci di non occuparsi di altro che non siano banalità, oggi, filosofi, femministe e intellettuali di ogni colore esprimono un giudizio sul costume da bagno delle donne. Il burkini è diventato il nuovo terreno per lo scontro di civiltà fra l’islam e una entità costantemente in definizione, l’Occidente – a volte decadente, a volte fiorente ( a seconda di chi scrive).

Se guardiamo i simboli di questo scontro di civiltà ci accorgeremo che essi sono il velo, il burkini, il maiale e l’alcol che sono tutti elementi secondari: intendo capri espiatori dove non riflettere, interrogandosi sui veri problemi. A chi oggi dibatte sul burkini, musulmani e non, pare non interessino i problemi veri: come riusciamo a dare l’armonia al Medioriente? Come possiamo trovare una convivialità fra l’Islam e cristianesimo, basata su un dialogo vero, privo dei pesi che ci impediscono di provare una reciproca curiosità? Come far sì che l’Occidente non abbia una doppia morale: da una parte parla di diritti umani e dall’altra avvantaggia élite locali, nei più disparati paesi del mondo, a cominciare da quello arabo, che reprimo le società?

Queste sono alcune domande alle quali dovremmo trovare risposta, senza perderci nei dibattiti da bar sulla spiaggia. Dell’Islam, qui in Europa, cominceremo a capire realmente qualcosa quando termineremo di banalizzarlo. Dobbiamo mettere da parte le nostre paure, a cominciare da quella del velo, e guardare in faccia i problemi reali: un burkini non può essere più importante di Omran.