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Turchia, quattro attacchi contro la polizia: 17 morti, 14 sono agenti. Erdogan: “C’è Gulen dietro agli attacchi”

Di oltre 200 è il bilancio dei feriti, tra i quali alcuni sono gravi

Quattro attacchi terroristici in Turchia hanno ucciso 17 persone, tra cui 14 poliziotti, e hanno provocato almeno 219 feriti. Erdogan: “Pkk, Gulen e Isis hanno tutti lo stesso obiettivo e Gulen è dietro a questi attacchi in termini di scambio di intelligence e sostegno” ha detto il presidente turco che, durante un incontro con una delegazione di ong islamiche nel Palazzo presidenziale di Ankara, ha attribuito all’imam Fetullah Gulen l’organizzazione degli attacchi. Il presidente turco ha poi aggiunto che “non c’è alcuna differenza tra Gulen, il Pkk e il sedicente Stato Islamico”.

Il primo attacco, che ha causato la morte di due civili (tra cui un bambino) e un poliziotto, è avvenuto nella notte, vicino a una stazione di polizia nella provincia orientale di Van, vicino al confine iraniano.

Il secondo attacco è stato invece sferrato questa mattina, contro il quartier generale della polizia a Elazig, nell’est del Paese, causando la morte di tre agenti della polizia. Gli attentati non sono ancora stati rivendicati.

Un terzo attacco del Pkk ha colpito gli uomini della sicurezza turca nel distretto di Hizan, nella provincia orientale di Bitlis. A fornire l’aggiornamento è l’agenzia di stampa Dogan, spiegando che tra le vittime si contano cinque soldati e una guardia del villaggio.

L’ultimo attacco è invece avvenuto su una strada vicina al villaggio di Gayda, dove gli uomini del Pkk hanno fatto esplodere un ordigno al passaggio di un veicolo militare uccidendo cinque soldati e ferendone altri cinque.

Secondo le prime informazioni, l’autobomba esplosa a Elazig era posizionata in un edificio di 4 piani adiacente alla stazione di polizia, a circa 6 chilometri dal centro cittadino. L’edificio è stato praticamente distrutto e un enorme colonna di fumo è stata vista da una grande distanza. “Questo attacco dimostra che il Pkk è uno strumento delle potenze globali”, ha detto Fikri Isik, il ministro turco della Difesa all’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu. Isik ha così attribuito l’attentato al partito fuorilegge dei lavoratori del Kurdistan (PKK), i guerriglieri curdi, che negli ultimi mesi ha spesso fatto ricorso a autobombe contro stazioni di polizia nel sud-est della Turchia.