Società

Esorcismo, il business della sofferenza fra finti guaritori e sedicenti profeti

A fianco delle pratiche riconosciute dal Vaticano, proliferano le cosiddette preghiere o messe di guarigione che promettono la "liberazione" in cambio di offerte più o meno volontarie

Come spesso accade, dove c’è dolore c’è business. Finti esorcisti, presunti guaritori e sedicenti profeti promettono “miracoli” in cambio di offerte più o meno volontarie. La Chiesa non ha strumenti per ostacolarli, così ogni tentativo cade nel vuoto. Perché accanto all’esorcismo vero e proprio esistono le cosiddette preghiere o messe di guarigione e liberazione che chiunque, anche un laico, può condurre. Sono pratiche diffuse, ma svolte in modo improprio: i laici non possono, ad esempio, imporre le mani, alitare sul volto delle persone o fare benedizioni. Uno di loro è Pino Sciarrino, un signore sulla cinquantina che sostiene di aver ricevuto dalla Madonna il “dono” di guarire i malati.

“Ricevo telefonate di persone che raccontano cose orribili. Una signora di Milano ha la figlia che frequenta l’associazione: le impediscono di vedere la madre perché sostengono sia indemoniata”. Siamo a Missaglia, provincia di Lecco. Don Albino Mandelli, 75 anni, vive in una casa verde con un piccolo giardino, accanto alla chiesa. Sciarrino, fondatore dell’Associazione Amici nostra Signora di Lourdes – San Luigi Orione, opera nel paese di cui Mandelli è parroco. Ufficialmente Pino e i volontari si prendono cura di persone malate, al massimo celebrano qualche preghiera di guarigione e liberazione. “Pino parla di esorcismi o di preghiere di liberazione a seconda di chi si trova di fronte”, spiega Mandelli. “È tutto finalizzato al guadagno. Fanno grandi cene per raccogliere soldi, dovreste vedere il lunedì i mucchi di spazzatura fuori dal cancello”.

Tutto inizia quando un gruppo di persone benestanti della Brianza compra una villa per aprire una casa di preghiera. Il prete così decide di capire chi sia questa gente e cosa faccia. “Così ho scoperto che Pino era stato cacciato da Villasanta da un don per le sue preghiere di guarigione e liberazione”, racconta Mandelli. Il parroco decide allora di contattare la Curia e viene emanato il divieto ai preti di tutte le Diocesi di frequentare l’associazione di Sciarrino. Perché Pino, per fare quello che fa, chiede assistenza ai sacerdoti e molti, in cambio di un compenso, accettano. “Allora hanno iniziato a chiamare i religiosi, che non sono direttamente sotto l’autorità del Vescovo: a loro bastavano i soldi”, continua Mandelli. “Una volta sono venute qui due giovani spose i cui mariti erano malati di cancro. Si erano rivolte a Pino e lui ha detto loro di togliere i mariti dalla medicina tradizionale. Nel giro di poco tempo sono morti”.

La villa a due piani dell’associazione è in fondo a un sentiero sterrato, alla fine del quale si apre un grande cancello sormontato da telecamere. Davanti, i “famosi” sacchi della spazzatura. Lo stanzone dove si prega sembra una chiesa: sedie azzurre, pavimento in marmo, colonne rosa e, sulla parete in fondo, l’altare. “Ho iniziato nel 1994 quando la Madonna mi ha dato il dono di guarire le persone malate. Avevo una paninoteca, l’ho dovuta vendere”, racconta Pino. L’associazione è a Missaglia dal 2008, “prima ero a Villasanta, me ne sono andato perché ci sono state delle incomprensioni col parroco”. Sciarrino e i suoi “fedeli” in progetto anche la costruzione di una casa di cura per anziani: un’idea piuttosto costosa. “Il Signore ci aiuta, i volontari offrono ognuno qualcosa e andiamo avanti così”. Nella villa arrivano tra le cinquanta e le cento persone al giorno da tutta Italia, prendono un numero stampato su un fogliettino e aspettano. Una volta ricevuto il “dono”, Pino ha scelto di rimanere un laico per evitare interferenze da parte della Chiesa: “Se sei un sacerdote ti fermano molto più facilmente, per fare un esorcismo i preti devono chiedere il permesso, è una stupidata”. Il cinquantenne non ha mai collaborato con veri esorcisti, ma dice che molti vanno all’associazione: “Ad esempio è venuto monsignor Andrea Gemma”. “Lui fa esorcismi però”, ribattiamo. “Sì… cioè, preghiere di liberazione. Basta un Padre Nostro detto con fede. Noi non facciamo esorcismi”, precisa. “Solo preghiere di liberazione”.

Le preghiere di guarigione e liberazione sono anche la specialità di una signora che dal 1998 guida il Gruppo di Gesù. Ogni venerdì sera il sedicente gruppo carismatico si riunisce a Milano presso la sede di una scuola in zona Crescenzago. Quando cala il buio arrivano i suoi seguaci. L’ingresso si riempie di merce in vendita: santini, bottigliette di “acqua benedetta” e rosari. Una porta in legno con attaccata la sagoma di un cuore conduce a una cappella. La preghiera ha inizio e la donna, munita di microfono, fa una lunga predica. Poi inizia a emettere versi gutturali e nel frattempo molte persone si accasciano a terra. “Si tratta del riposo nello Spirito”, ci spiega in un secondo momento. “L’abbandono alla potenza dello Spirito santo, che priva momentaneamente delle forze fisiche colui che la sperimenta”. Infine mormora ai presenti parole incomprensibili: “È aramaico cifrato, io non lo conosco. È il Signore che parla tramite me, io sono una profeta”.