Economia & Lobby

Brexit, Sapelli vs Sardoni: ‘Alfiera della austerità, non interrompa’. ‘L’ho invitata io’

Battibecco pepato tra Giulio Sapelli, docente di Storia economica all’Università di Milano, e la giornalista Alessandra Sardoni, durante Omnibus, su La7. In studio si disserta sul post-Brexit e l’economista, ribadendo quanto detto nei giorni scorsi a ilfattoquotidiano.it, analizza con toni severi la politica europea: “Gli inglesi, fortuna loro, non hanno l’euro, che è stato un errore storico di proporzioni inaudite, dettato da un fatto geopolitico. I responsabili furono Andreotti e Mitterrand (dopo il crollo del Muro di Berlino, nel 1989, ndr). Ma è un errore altrettanto colossale uscire dall’euro. Bisogna smetterla con tutte queste favole sull’integrazione europea, che non vuol dire nulla. Il Parlamento Europeo non conta niente, si elegge una cosa che non ha nessun potere, è una gestione tecnocratica oligarchica di classe e antipopolare, perché l’austerity è tipico dell’ordoliberalismo”. La conduttrice tenta di porgergli una domanda, ma l’economista sbotta: “Mi faccia parlare. Lo so che lei non è d’accordo e che è una bellissima alfiera dell’austerità, come dimostra sempre nelle sue trasmissioni, e per questo l’ammiro per la sua chiarezza ideologica. Però faccia anche dire ad altri che non la pensano come lei com’è la faccenda”. “Eh, ma io l’ho invitata“, replica Sardoni. “Sì, mi ha invitato, ma non serve a nulla se non mi fa parlare” – ribatte Sapelli – “Dicevo che la Brexit è una grande occasione per ripensare all’Europa. Non c’è bisogno di più integrazione, ma di meno integrazione. Il modello è quello degli Stati Uniti: moneta unica, ma libertà di bilancio e di default. Io posso fare il debito che mi pare”. Dissente Pietro Reichlin, docente di Economia alla Luiss, con cui Sapelli ha una fibrillante polemica. “Tu sei obnubilato dalla logica dell’ordoliberalismo, che è un’idea antiliberale” – accusa l’economista torinese – “Se l’idea dell’autonomia nazionale e di patria non la prende il fronte progressista, questa finirà inevitabilmente in mano alla destra. E la patria in mano alla destra diventa nazionalismo, xenofobia, come sta capitando. Voi siete stati quelli che l’hanno provocata con la vostra ideologia economica che non ha nessun fondamento scientifico. Ma è solo una giustificazione di una politica di bassi salari e di disoccupazione, che i tedeschi hanno imposto con surplus commerciale a tutta l’Europa”