Politica

Livorno, il dg diffida Nogarin: “Mi fece firmare dimissioni in bianco, non le usi”. Il sindaco: “Accuse infondate, querelo”

I rapporti tra il primo cittadino del M5s e il direttore generale del Comune (nominato da lui) non sono mai stati idilliaci. La dirigente non è mai piaciuta ai grillini e ora lo scontro si riaccende

La nuova guerra del sindaco di Livorno Filippo Nogarin è tutta interna al Comune. Questa volta lo scontro è con il direttore generale dell’amministrazione comunale Sandra Maltinti, nominata dalla giunta M5s nell’agosto 2014, due mesi dopo la vittoria alle Comunali. La Maltinti, scrive il Tirreno, ha formalmente diffidato Nogarin dall’utilizzare la lettera di dimissioni in bianco che lei sostiene d’aver firmato già al momento del suo insediamento. Accuse “irricevibili e prive di fondamento” per il sindaco, che per tutta risposta si è rivolto ai vigili urbani e ha presentato una querela per diffamazione. “Nel momento stesso – dichiara Nogarin al fattoquotidiano.it – in cui sono venuto a conoscere, e non è stato semplice, che il direttore generale mi diffidava dall’utilizzare una presunta lettera in bianco di dimissioni che non esiste e che secondo lei le avremmo fatto firmare, ho alzato il telefono e mi sono messo in contatto con il comando dei vigili urbani denunciandola per diffamazione. A questo punto sospendo qualsiasi tipo di giudizio in attesa che la polizia svolga le sue indagini”.

Di certo il rapporto tra i due è logoro da tempo e più volte negli ultimi mesi si era parlato di “rottura” definitiva. “Fino a stamani non ne sapevamo nulla” dicono dagli uffici comunali. Secondo il Tirreno Maltinti ha fatto protocollare e recapitare a Nogarin una nota, firmata un mese fa, in cui lo diffida dall’utilizzo di una presunta lettera di dimissioni in bianco che il dg sostiene d’aver firmato al momento del suo insediamento: “Non posso rivelare il contenuto di una corrispondenza privata inviata al sindaco in forma riservata, in quanto attiene a rapporti istituzionali” si è limitata a dire.

Il rapporto tra il direttore generale, architetto, classe 1955, di Empoli, e una parte del mondo grillino non è mai stato idilliaco. Già la nomina creò qualche mal di pancia, soprattutto nel M5s dell’isola d’Elba. Maltinti, infatti, in passato venne infatti coinvolta nello scandalo Elbopoli, vicenda giudiziaria su abusi edilizi e corruzione: arrestata nel 2004, l’architetto restò in carcere per 72 giorni ma alla fine venne assolta (il libro L’isola che non c’è, di cui Maltinti è autrice, è proprio dedicato a questa storia).

Negli ultimi mesi i rapporti tra il M5s e Maltinti sono diventati sempre più freddi. Alcuni consiglieri comunali pentastellati hanno visto nell’operato del direttore generale una sorta di “ostacolo” alla realizzazione degli indirizzi politici: “Esiste una pianificazione che segue quelle che sono le linee di mandato – attaccò a fine 2015 il dissidente Giuseppe Grillotti, poi espulso durante la bufera Aamps – che però allo stato attuale è difficile porre in essere a causa delle difficoltà delle risorse umane presenti all’interno degli uffici. Dunque torno a chiedere: il direttore generale di questo Comune, che dovrebbe farsi carico delle indicazioni e degli indirizzi politici, che cosa ha fatto fino a oggi? Niente”.

Aggiornato da Redazione web alle 19 del 1 giugno 2016