Politica

Sondaggi Comunali, a Roma Giachetti in crescita ma Raggi ancora prima. A Milano Sala allunga. A Bologna il Pd al 42

Sondaggi su tutti i principali giornali a 15 giorni dalle amministrative. Per Demos a Roma la sfida non è ancora chiusa, a Milano il testa a testa potrebbe finire a vantaggio del candidato democratico, a Torino e Napoli quasi certa la riconferma dei sindaci Fassino e De Magistris (qui con Pd e M5s fuori dal ballottaggio), mentre a Bologna Merola potrebbe farcela già al primo turno

A Roma Giachetti in crescita, ma Raggi vincente. A Napoli la riconferma di De Magistris e a Torino quella di Fassino. A Milano la spunta Sala. A Bologna Merola potrebbe essere eletto senza passare neanche dal ballottaggio. Sono i sondaggi di Demos&Pi per Repubblica che ha testato gli scenari politici nelle 5 principali città in cui si andrà al voto il 5 giugno (con eventuali ballottaggi il 19). Su Roma si tratta di tendenze confermate, in piccolo, da altri istituti come Swg per il Messaggero e Ixè per Agorà (Rai3): tutti danno il Pd in crescita e il M5s in calo, ma con la candidata grillina Virginia Raggi ancora in vantaggio (soprattutto al ballottaggio). Per Milano, invece, l’Ipsos di Nando Pagnoncelli prefigura ancora un testa a testa tra Sala e Parisi. Infine la rilevazione del Cise di Roberto D’Alimonte per il Sole 24 Ore che dà un distacco (a livello nazionale) di circa due punti tra Pd e Cinquestelle e questi ultimi vincenti al secondo turno (anche se di un solo punto).

L’elettore è mobile qual piuma…
La prima premessa d’obbligo – prima di leggere le cifre – è quella che scrive il responsabile scientifico, Ilvo Diamanti su Repubblica. Dai dati elaborati da Demos, dice, emerge che “l’elettore è sempre più mobile. Disilluso. E l’offerta politica – partiti, coalizioni, leader – cambia. Sempre più. Così è complicato cogliere tendenze finite e definite. Perché i sondaggi non ‘pre-vedono’, ma, se va bene, ‘vedono’. E due settimane sono un periodo lungo, considerati i tempi di (in)decisione del voto. Tuttavia alcuni orientamenti appaiono piuttosto chiari”. La seconda premessa generale è che tutti questi sondaggi, spesso composti con le risposte di circa mille intervistati, hanno margini di errore del 3 per cento. La terza, invece, è contingente: alcuni di questi sondaggi sono stati fatti a cavallo del caso Pizzarotti e c’è da capire quanto abbia pesato.

Demos su Roma: Giachetti non lontano dalla Raggi
Ripartiamo da Demos per Repubblica. A Roma Virginia Raggi è ancora la candidata sindaco più votata (30,5) e il M5s la lista preferita dalla maggioranza (relativa) degli elettori (32,2). Al secondo posto c’è Roberto Giachetti, al 24,5 (il Pd che lo sostiene è al 22,3). A seguire Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia e Lega Nord) è al 23,1. Sarebbe lontano dal ballottaggio Alfio Marchini (Forza Italia, La Destra, lista Marchini). Nonostante le vicissitudini con i tribunali amministrativi per le liste escluse il candidato della sinistra Stefano Fassina raggiungerebbe l’8,1 per cento. Al ballottaggio, dunque, andrebbero Raggi e Giachetti e qui la sfida appare segnata ma con un distacco per niente incolmabile: la candidata M5s è al 54,2, il rivale del Pd al 45,8.

Ixè su Roma: Raggi davanti a Giachetti, il 25% è indeciso
Più margine tra i candidati Pd e M5s viene misurato da Ixè per Agorà. La forbice per la Raggi è 32-36 per cento, per Giachetti si ferma a 23-26. A seguire la Meloni (20-23) che anche in questo caso distacca Alfio Marchini (11-14). In tutti gli scenari di ballottaggio (con la Raggi che sfida Giachetti, Meloni e Marchini) la candidata M5s esce vincente ma un dato da sottolineare è la quota di indecisi e astenuti che comprende praticamente un quarto degli intervistati. Da qui potrebbero pescare tutti i candidati, anche tra quelli che rincorrono.

Demos su Milano: testa a testa, Sala favorito
Più semplice lo scenario di Milano, dove i candidati a sindaco principali si riducono a 4 e, anzi, la sfida per il ballottaggio è visibilmente chiusa. Giuseppe Sala è dato al 39,2 (il Pd che lo appoggia al 30,2), mentre Stefano Parisi è al 35,8 e sembra raccogliere più di quanto i partiti che lo sostengono riescano a mettere insieme (sia la Lega sia Forza Italia sono date al 10). Gianluca Corrado (candidato M5s) non supera il 13,3, mentre il candidato su cui punta la sinistra Basilio Rizzo raggiunge il 7. Al ballottaggio Sala sembra allungare: 54,1 contro il 45,9 di Parisi.

Ipsos su Milano: un punto tra Sala e Parisi
Ma per Milano c’è un diverso lo scenario descritto dai dati dell’Ipsos di Pagnoncelli. Qui si conferma il testa a testa tra Sala e Parisi, ma con un distacco quasi impercettibile. Al primo turno l’ex manager di Expo raccoglie il 38,2 contro il 36,6 del candidato del centrodestra. A seguire Corrado (M5s) al 17 e Rizzo (sinistra) al 3,9. Al ballottaggio Sala sarebbe avanti di solo un punto: 51,2 contro 48,8. Ipsos misura però anche gli indecisi e non è indifferente: al primo turno gli indecisi sono il 38 per cento, al secondo sono il 41. Tra questi, insomma, potrebbe esserci chi deciderà la sfida finale.

Ixè su Milano: al ballottaggio un terzo di indecisi
Su Milano ci sono anche le rilevazioni di Ixè per Agorà. Anche in questo caso la distanza tra Sala e Parisi sembra di 4 punti percentuali. Anche in questo caso però un terzo degli elettori si dice indeciso o per il momento dice che si asterrà.

Demos su Torino: Fassino verso la riconferma (ma al ballottaggio)
Non riuscirà a ottenere la riconferma al primo turno il sindaco di Torino Piero Fassino: il candidato del Pd non supera il 42,5 (il Pd è al 31,5). Chiara Appendino (M5s) viene data al 23,1. Il centrodestra è sbriciolato: Osvaldo Napoli (Forza Italia) è stimato al 9,9, Roberto Rosso (Area Popolare) al 7,5, Alberto Morano (Lega Nord e Fratelli d’Italia) al 7,3. Infine il candidato della sinistra, Giorgio Airaudo, al 7,3. Al ballottaggio tuttavia Fassino sembra avere un buon margine sulla Appendino: 56,8 contro il 43,2.

Demos su Napoli: Pd e M5s fuori dal ballottaggio
Per Napoli Demos conferma che a oggi sarebbe confermata l’esclusione dal ballottaggio sia del Pd che del M5s. Si rinnoverebbe, invece, la sfida tra il sindaco uscente Luigi De Magistris (che riunisce liste civiche e l’area di sinistra) e il suo sfidante di 5 anni fa, Gianni Lettieri, sostenuto dall’intero centrodestra ad eccezione di Fratelli d’Italia. De Magistris è al 42,1, Lettieri al 19,7. Va detto, però, che non garantisce particolare sicurezza il distacco di Lettieri rispetto al candidato sindaco del M5s Matteo Brambilla (17,3) e a quella del Pd Valeria Valente (16,4). Tre punti in un sondaggio – per vari motivi, come si diceva – possono essere neutralizzati in 15 giorni. Resta che al ballottaggio De Magistris vincerebbe contro chiunque dei tre sfidanti, con percentuali tra il 62 e il 65 per cento dei voti. Particolarità: il primo partito in città sarebbe il M5s con il 21,4 per cento.

Demos su Bologna: Merola può farcela al primo turno
Infine Bologna dove il sindaco uscente Virginio Merola sembra a un passo dalla riconferma subito, senza passare dal ballottaggio. L’esponente del Pd è dato al 49,8 (il Pd alla cifra notevole del 42 per cento). Per il secondo turno si profila una lotta tra la candidata del centrodestra, la consigliera leghista Lucia Borgonzoni (17,7), e il candidato scelto dopo qualche polemica dal M5s, Massimo Bugani (16,5). Seguono Manes Bernardini, ex Lega, al 10,3 e Federico Martelloni, che raccoglierebbe con il 4 per cento il risultato più modesto tra i candidati di sinistra nelle 5 città più grandi che vanno al voto. Al ballottaggio, apparentemente, non c’è gara: Merola vincerebbe alla grande con qualunque degli altri candidati, con percentuali tra il 65 e il 67 per cento.

I dati nazionali: Pd intorno al 32, M5s tra 26 e 30
Alcuni istituti ne approfittano per misurare i partiti anche a livello nazionale, anche se le sfide elettorali delle amministrative seguono uno sviluppo locale. Secondo Swg per il Messaggero nell’ultima settimana il Pd è in lieve salita (al 32, +0,3), mentre il M5s in leggero calo (25,9, -1,2). Il terzo partito è la Lega (14,5), poi Forza Italia (12, +0,4), Sinistra Italiana (4,2), Fratelli d’Italia (4), Ncd (3,8). Il Cise per il Sole 24 Ore indica il Pd al 32,9 e i Cinquestelle a una distanza di poco più di due punti (30,8). Appaiati all’11,8 Lega e Forza Italia, poi Fratelli d’Italia al 4,2, alla stessa quota Sinistra Italiana. Resterebbe fuori dal Parlamento Area Popolare (2,4). I risultati al ballottaggio seguono le stesse tendenze delle ultime settimane: i grillini vincerebbero di un punto (51,1 contro il 48,9). Infine Ixè per Agorà vede incrementare il proprio bacino elettorale virtuale i tre partiti più forti: il Pd aumenta dello 0,2 e va al 30,6, il M5s dello 0,5 e raggiunge il 28,7, mentre la Lega sale dello 0,2 e tocca quota 14,2. A oggi Area Popolare sarebbe fuori dal Parlamento.

I casi di Pizzarotti e Nogarin
L’ultimo aspetto è poco più di una curiosità e riguarda i casi giudiziari che hanno coinvolto i sindaci M5s di Livorno e Parma, Filippo Nogarin e Federico Pizzarotti (che ora è formalmente sospeso dal Movimento). Da una parte resta da capire quanto quelle vicende possano pesare sul risultato delle Comunali tra due settimane. Dall’altra l’elettorato grillino sembra fedelissimo alla linea. Il 63 per cento degli intervistati da Ixè che si dicono elettori M5s spiega che continuerà a votare i Cinquestelle dopo le questioni di Parma e Livorno. Il 30 per cento risponde che non sa e solo il 7 sostiene che non voterà più il M5s.

Dall’altra parte, però, il 63 per cento – per casualità proprio la stessa percentuale – vorrebbe che entrambi i sindaci si dimettessero a fronte del 14 per cento che pensa che nessuno dei due dovrebbe lasciare l’incarico.