Cronaca Nera

Brindisi, violenta 12enne adescato su Facebook. Padre della vittima lo prende a martellate e lo riduce in fin di vita

Il 19enne ha contattato il ragazzino sul social network fingendosi una donna. Gli ha dato appuntamento al parco dove si sono consumati gli abusi. I genitori, leggendo la chat del figlio, hanno scoperto cosa era avvenuto e l'uomo ha deciso di farsi giustizia da sé. Entrambi sono ai domiciliari. Dirigente della Mobile al Fatto.It: "Indagini proseguono per capire se ci sono altre vittime"

Adesca un dodicenne su Facebook e abusa di lui in tre occasioni. In un parco di Brindisi. Solo che non fa i conti con il padre della vittima che, una volta scoperto tutto, decide di farsi giustizia da sé. Organizza un finto appuntamento con l’autore degli abusi, uno studente brindisino di 19 anni e lo colpisce alla testa con un martello, riducendolo in condizioni gravissime. Finale della storia, almeno per ora: un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, su richiesta della procura di Brindisi, eseguita oggi sia nei confronti dello studente, Simone Perrino, accusato di violenza sessuale, sia nei confronti del padre del 12enne, che risponde di lesioni gravi. Entrambi si trovano ai domiciliari. Una storia che lo stesso procuratore aggiunto di Brindisi ha definito “agghiacciante” e che potrebbe riservare nuovi risvolti. “Sarà ascoltato un altro ragazzino che avrebbe partecipato ad almeno a uno degli incontri e che potrebbe essere un’altra vittima” ha detto a ilfattoquotidiano.it il capo della Squadra mobile di Brindisi Alberto Somma. Sottolineando che “si stanno eseguendo ulteriori accertamenti per capire se altri minorenni siano finiti nella rete dello studente”.

LA TRAPPOLA ON-LINE E GLI ABUSI AL 12ENNE – Il 19enne era riuscito a stabilire un primo contatto con il 12enne attraverso un profilo Facebook ‘fake’. Per far scattare la trappola aveva raccontato di essere una ragazza e che avrebbe voluto incontrarlo al parco Cesare Braico. Così era stato. Gli incontri sono iniziati nell’autunno scorso. Quando la vittima non ha trovato alcuna donna all’appuntamento, però, il 19enne – secondo la ricostruzione degli inquirenti – gli avrebbe risposto che era stato mandato proprio da lei, che sarebbe arrivata in un secondo momento e che intanto potevano iniziare a conoscersi meglio. “A 12 anni non si è in grado di reagire come gli adulti e quanto accaduto lo dimostra” ha spiegato a ilfattoquotidiano.it il dirigente della Squadra Mobile. Lo studente avrebbe abusato del minorenne in almeno tre occasioni e, in una di queste, potrebbe aver preso parte all’incontro anche un altro amico della vittima. Le indagini sono tuttora in corso.

LA VENDETTA DEL PADRE DELLA VITTIMA – È stata la madre del ragazzino, leggendo le conversazioni in chat del figlio, a scoprire tutto e a raccontare la verità al marito. Che ha deciso di vendicarsi. Una domenica di fine novembre ha dato un falso appuntamento allo studente fingendo di essere il figlio e l’ha aggredito con un martello, riducendolo in fin di vita. Simone Perrino è stato sottoposto a un delicato intervento di neurochirurgia per fratture alla calotta cranica. Una volta ripresosi, ascoltato dagli inquirenti ha raccontato di essere stato aggredito da alcuni extracomunitari. “Erano troppi, però, gli elementi discordanti del suo racconto, tra l’altro smentito dalle immagini delle telecamere installate in zona, per credere a quella versione” ha raccontato Somma. Dopo aver analizzato le chat del 19enne, gli inquirenti hanno subito ricostruito gli ultimi contatti dello studente, risalendo anche alle persone che potevano avere un movente. Proprio le immagini delle telecamere hanno fatto il resto: ad aggredire il ragazzo era stato il padre della vittima.

L’INDAGINE ANCORA APERTA –  I genitori del ragazzino sono stati convocati in questura e l’uomo ha confessato di aver perso il controllo. La denuncia per le violenze subìte dal figlio è stata presentata solo ad aprile scorso, quando la vicenda era già venuta alla luce. Oggi (venerdì 20 maggio) la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare sia al padre della vittima, sia al 19enne. A casa del quale è stato sequestrato materiale informatico che servirà ai pm Milto Stefano De Nozza e Pierpaolo Montinaro ad approfondire altri aspetti di questa vicenda. Primo fra tutti se il 19enne abbia agito da solo e se a cadere nella sua rete siano stati anche altri ragazzini. Resta lo sconcerto, manifestato dalla stessa procura di Brindisi, per una vicenda che ha come protagonista uno studente che frequenta l’ultimo anno della scuola superiore. Pochi anni in più rispetto alla vittima. Supposto che sia una sola.