Politica

Comunali Varese, Paragone si schiera contro Lega e centrodestra: “23 anni di potere, una grande illusione”

Il conduttore della Gabbia spiega perché ha deciso di fare campagna contro la Lega: “In realtà sono più grillino dei grillini, lo sono sempre stato. Molte cose di Grillo, soprattuto sul versante del trasporto pubblico, delle rinnovabili. Purtroppo i Cinque Stelle non sono riusciti ad avere una lista unica". E a chi gli dà del voltagabbana: "Quando ho rotto col centrodestra mi sono dimesso lasciando un contratto da dirigente a tempo indeterminato. Non ero entrato lì per concorso o per merito e ho pareggiato i miei conti. E oggi sono libero di dire quel che penso"

“Perché è la città che amo, perché ci sono nato e ci vivo. Ecco perché ho deciso di entrare nel pieno di questa campagna elettorale con Varese Blog”. L’incipit è vagamente berlusconiano ma parla Gianluigi Paragone, il conduttore de La Gabbia su La7, nel primo video auto-realizzato che apre la sua campagna da “attivista” per le amministrative alle porte. “L’ho aperto perché i cittadini capiscano che cosa è stato il potere del centrodestra. E mi auguro che perda”. Sì perché anche a Varese si vota e Paragone, che da 44 anni ha sempre vissuto nella roccaforte del Carroccio, ha deciso di usare una pagina Facebook per catalizzare il malessere che cova nel popolo che vendette l’anima alla Lega. A chi lo contesta per l’iniziativa giura di essersi poi ripreso la sua. “Sul blog mi danno del “voltagabbana” se attacco il centrodestra”, risponde, prevenendo l’obiezione più ovvia. “E’ vero che sono stato cooptato in Rai su indicazione della Lega, ma quando ho rotto col centrodestra mi sono dimesso lasciando un contratto da dirigente a tempo indeterminato. Non ero entrato lì per concorso o per merito e ho pareggiato i miei conti. E oggi sono libero di dire quel che penso”.

Chiarito il “chi” tocca al cosa, Varese caput mundi. Così l’han sempre venduta i duri e puri del movimento per l’indipendenza della Padania che dal Sacro Monte dovevano calare su Roma ladrona per poi bruciarla. E non sono più tornati. Paragone parla di questa lunga stagione come di una “grande illusione”. Varese, dice, è governata dalla Lega ininterrottamente dal 1993. Ventitré anni. “Il primo sindaco fu Raimondo Fassa, arrivarono anche le antenne della Cnn alla Città Giardino. Per dire come il fenomeno Lega Nord che sembrava rivoluzionario avesse gli occhi puntati addosso. E’ stato rivoluzionario? Neppure lì, nella roccaforte simbolo di tutto il movimento. A un certo punto questi avevano il Comune, la Provincia, la Regione e lo Stato centrale: se neppure in questa condizione sei stato capace di fare delle cose per la tua città e la tua gente prendi atto del tuo fallimento e riparti da capo. E invece ripartono con le stesse facce e i soliti slogan”.

E  siamo già al come. “Io mi incazzo quando oggi vedo i manifesti del candidato del centrodestra Paolo Orrigoni che promette “più sicurezza”. Ma come, hanno amministrato per un quarto di secolo la città facendo della sicurezza il loro cavallo di battaglia e ora dicono che se li voti te la garantiscono? Sono loro che hanno governato finora, se non c’è neppure sicurezza devono fare ammenda e non chiedere altri voti”. E’ solo un esempio perché poi c’è il verde pubblico, i trasporti, le auto in centro, gli spazi per i bambini. Tutti temi e spunti critici sul governo della città che il blog di Paragone conta di convogliare per dare un messaggio chiaro: “Varese è bloccata da 23 anni, bisogna cambiare”.

“Insomma – sbotta Paragone – è poi tanto difficile fare delle piccole cose di buon senso a favore dei cittadini? Perché Piazza Repubblica è un buco nero? Perché la caserma Garibaldi cade a pezzi? Perché non ci sono le piste ciclabili? Perché manca un progetto di città che evolva per dare benessere a chi decide di restare?”. Neppure gli scappa quando alla domanda risponde che tra gli ultimi benefattori di Varese primeggia ancora un “terùn” come Salvatore Furia, geniale meteorologo e poeta di Caltanissetta che in cima al Sacro Monte riuscì a fare l’osservatorio astronomico. “Ecco, lui aveva un sogno, un’idea. Gli altri non hanno neppure quella, solo piccolo furbizie, come candidare Maroni come capolista in città solo per ottenere la sospensione del processo a suo carico per tutto il periodo elettorale”.

Non sa chi votare, il perché lo dice pure. “Purtroppo i Cinque Stelle non sono riusciti ad avere una lista unica… Mi è dispiaciuto perché avrei voluto vedere la città amministrata con logiche diverse”. Non per fare il Paragone, ma questa convergenza grillina sembra la riedizione degli esordi in salsa verde, al tempo della Padania… “In realtà sono più grillino del M5S, lo sono sempre stato. Molte cose di Grillo, soprattuto sul versante del trasporto pubblico, delle rinnovabili io lo seguivo al tempo degli spettacoli, ancora oggi mi riascolto quello al teatro delle Vittorie in Rai. Mi convertì lui alla macchina ibrida. Mi sarebbe piaciuto vedere la declinazione di quegli argomenti su scala cittadina e li avrei anche votati molto volentieri”.

Chi c’è, con quali forze e come finirà. “Varese ancora guarda al centrodestra, probabilmente farà vincere Paolo Orrigoni che viene dalla cosiddetta società civile che in questo caso è imprenditoriale. Questo è il padrùn dei supermercati. Siccome il Comune rilascia licenze commerciali ed edilizie questo ha conflitti di interesse in entrambi i settori”. Poi c’è il Pd che qui non tocca palla da una quarto di secolo. “Hanno candidato un giovane ma ahimé è renziano, per me sarebbe difficile. Potrei anche votarlo – turandomi naso, orecchie e bendandomi tutto – se mi convince che per lui è prioritaria la buona amministrazione delle città”. Come capolista di Forza Italia c’è Piero Galparoli: “E’ il presidente della squadra di calcio con una cordata molto discussa, uno che si è fatto un bar in centro. E molti a chiedersi se sia normale avere amministratori o politici che possano godere di facilitazioni e permessi. Non cambia nulla. E’ come se la città fosse sempre roba loro”.