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Gianluca Lapadula, tutti lo vogliono. E la sua convocazione in Perù è un affare di Stato

di Gabriele Anello per Crampi Sportivi

«È un giocatore interessante: non parla spagnolo, ma deve impararlo. Ora è impegnato con la B, ma le porte sono aperte e la decisione sta a lui». Chi parla è Ricardo Gareca, ct del Perù. Ma il protagonista è inaspettato: Gianluca Lapadula. Molti non hanno mai neanche sentito questo nome, ma parliamo del capocannoniere della Serie B con la maglia del Pescara. Per via della madre peruviana, Lapadula potrebbe vestirsi di Blanquirrojo. Nonostante due terzi posti nelle ultime due Copa América, il Perù ha vinto solo quattro gare su 16 nelle qualificazioni a Brasile 2014: l’ultima presenza a un Mondiale risale al 1982. L’invecchiamento della squadra preoccupa e la convocazione di Lapadula darebbe nuova linfa a un movimento che sta facendo fatica. In Perù l’hype per l’attaccante è arrivato a tal punto che si trovano compilation di diversi minuti sulle sue gare.

Ne ha fatta di strada Sir William, in riferimento al William Wallace di Braveheart. Il suo score nel 2015-16 recita: 22 gol e 10 assist in 34 partite. Ha stupito persino il suo presidente Sebastiani: «Mi chiedo cosa ci faccia in B uno come lui». Gianluca Lapadula era uno dei molti giocatori inespressi del nostro calcio. Tanto girovagare in provincia tra B e soprattutto Lega Pro dopo aver militato nelle giovanili della Juventus. L’esplosione è arrivata solo da un paio d’anni, divisi tra il Nova Gorica (succursale slovena del Parma) e la straordinaria annata a Teramo, conclusa con la promozione (poi revocata). Con Donnarumma, Lapadula ha formato la miglior coppia gol nei campionati italiani con 44 gol segnati. E si è pure proposto alla compagna di fronte all’intero stadio.

Tornato a Parma, Lapadula poteva essere la punta di diamante degli emiliani in cadetteria. Invece i gialloblu sono finiti in D a causa del fallimento nel Marzo 2015. L’annata a Teramo, però, gli ha aperto diverse porte e Lapadula si accasa sempre sull’Adriatico, stavolta a Pescara: «Ho già perso un treno a Cesena per motivi che non sto qui a dire, ma anche per colpa mia. A Pescara voglio dimostrare che con la tenacia si può raggiungere i propri obiettivi. La gente in un attaccante guarda i gol o gli assist fatti, ma la mia miglior qualità è quella di dare il massimo in ogni contrasto».

Lapadula ha il profilo del late-bloomer (i nomi di Toni e Pavoletti vi dicono qualcosa?). Il suo Pescara è lontano dalla promozione diretta, ma ancora in corsa per i play-off. Da prima o seconda punta nel 4-3-1-2 di Oddo, Lapadula, a novembre scorso, era il giocatore con più gol segnati nel 2015. La vera consacrazione è arrivata a soli 26 anni. Un’età in cui Lapadula non ha ancora una presenza in A, anche se le squadre che lo seguono sono tante. Il Liverpool l’ha visionato, il Leicester era all’Adriatico qualche giorno fa ed è spuntata anche la follia Barcellona. Per quanto riguarda l’Italia, il Napoli lo vuole, la Juve ci sta facendo più di un pensiero. Per lui, tifoso bianconero – nato nel Borgo Filadelfia, il cuore del tifo granata – sarebbe una bella soddisfazione. Per altro, viste le nuove regole Uefa sui vivai, avere un ex giovane in rosa aiuterebbe. Già me lo vedo a giocare la Champions o entrare negli ultimi minuti e decidere un match all’ultimo minuto.

Lapadula sarebbe un upgrade notevole per il Perù: El Flaco Gareca lo sa e per questo ha insistito. Nonostante le forti radici materne di Lapadula in Perù (con tanto di servizi in patria), l’attaccante del Pescara temporeggia, mentre nel paese sudamericano si parla della sua eventuale convocazione come un affare di Stato. Gareca è venuto in Italia per parlare con il ragazzo, ma ha ricevuto un “nì” che ha indispettito la federazione peruviana. A sigillare l’intrigo internazionale, è arrivata la spiegazione del nonno (perché?) di Lapadula: «Quando si è convocati, il desiderio è quello di giocare e non di sedersi sulla panchina…». Alla fine, Lapadula ha dovuto chiarire la sua posizione: «Ho deciso di aspettare fino a giugno. Voglio concentrarmi sul Pescara».

Qualcuno afferma che Lapadula stia aspettando Conte, ma sarebbe la prima volta che un attaccante di B viene convocato per una competizione come l’Europeo con la maglia azzurra. Inoltre, Lapadula ha ammesso che il Perù è l’ipotesi più probabile: «Mi vedo più con la maglia biancorossa che con quella italiana». Lapadula potrebbe quindi giocare la prossima Copa América. Ci sarebbe solo un problema: il conflitto temporale tra la competizione negli Usa e gli eventuali play-off della B a cui sembra destinato il Pescara. Ci vediamo al Gillette Stadium di Foxborough il 12 giugno? Già m’immagino i promo peruviani: «Lapadula vs Neymar». Magari potremo chiamarlo “Gianluca, el peruano”.