Cronaca

Brescia, direttore di unità operativa, ma mai presente: chiesto processo per truffa per rettore dell’Università

A Sergio Pecorelli è contestata - tra il 2012 e il 2014 - l'assenza immotivata dal reparto di Ostetricia e Ginecologia che dirigeva. Nello stesso periodo era presidente del Cda dell'Aifa, rettore dell'Università di Brescia e professore ordinario

Percepiva un’indennità come direttore dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia. Ma agli Spedali Civili di Brescia, mentre era rettore universitario e presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, il professor Sergio Pecorelli non si sarebbe quasi mai visto. La procura di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa del rettore dell’Università di Brescia, Pecorelli, già indagato per abuso d’ufficio per l’assunzione in università dell’ex segretaria di Mariastella Gelmini e sua collaboratrice all’Aifa, Elisa Gregorini. L’udienza preliminare è fissata per il 24 giugno.

L’indagine delegata ai carabinieri del Nas e coordinata dal pm Leonardo Lesti, rimasta segreta sino alla fissazione dell’udienza preliminare, riguarda gli anni dal 2012 al 2014 in cui Pecorelli ricopriva nel medesimo tempo il ruolo di professore ordinario, direttore di unità operativa dell’ospedale cittadino, rettore dell’università di Brescia e presidente del cda dell’Aifa, ruolo da cui si è dimesso nel dicembre del 2015 dopo la sospensione decisa dal ministro della Salute per grave “conflitto di interessi”.

Secondo la difesa del rettore, affidata all’avvocato Stefano Lojacono, l’indennità contestata dalla Procura “non è legata a una determinata quantità di ore trascorse in reparto” ma sarebbe connessa al semplice incarico di direttore di unità operativa, pertanto il professor Pecorelli avrebbe ricevuto i soldi “del tutto legittimamente”. Nel 2014 il rettore Pecorelli, compiuti 70 anni, è stato collocato in pensione come professore ordinario lasciando di conseguenza anche gli incarichi ospedalieri. Ma è rimasto rettore dell’ateneo bresciano – in virtù di una semplice lettera amministrativa – nonostante il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non abbia mai firmato un decreto di proroga dell’incarico. Una questione che ha suscitato polemiche ed esposti alla magistratura e su cui i deputati bresciani del M5s hanno depositato un’interrogazione al ministro Stefania Giannini – rimasta finora senza risposta – chiedendo le dimissioni di rettore.

La seconda iscrizione nel registro degli indagati del professor Pecorelli arriva mentre il decano dell’università ha già indetto le elezioni per il nuovo rettore di Brescia, che si terranno a giugno 2016. Tra i nove candidati alla successione c’è molta prudenza. Nessuno commenta e nessuno si azzarda a chiedere le dimissioni del rettore ormai plurindagato.