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Viareggio Cup 2016: la Juve fa 9, ma onore al Palermo

juve premiata

Eccola qui la vincitrice della 68ma Viareggio Cup. È la Juventus, la “Vecchia signora” diventata giovane per l’occasione, ma vincente allo stesso modo. E sono 9 le Coppe Carnevale che impreziosiscono la bacheca della Primavera bianconera, primato che da questa edizione condividerà con il Milan, sopra a Fiorentina (8) e Inter (7). Ma che fatica. Merito soprattutto dei suoi avversari – il Palermo – e della sapiente mano di mister Giovanni Bosi, protettiva come quella di un padre, sempre pronto a incoraggiare i suoi ragazzi e a difenderli quando necessario. Nella panchina a fianco Fabio Grosso non si scompone mai, guida la sua squadra più da fratello maggiore che da genitore ed esulta con lei senza eccedere, regalandosi il primo trofeo da allenatore.

Una partita che ha visto le due squadre equivalersi per l’intera partita, con la Juve a prendere per prima l’iniziativa passando in vantaggio con il primo giocatore cipriota d’Italia, Grigoris Kastanos (già in nazionale maggiore), ma raggiunta dal tap-in vincente, ancora una volta, di Antonino La Gumina. Il primo tempo però riserva altre emozioni perché è nuovamente la Juve a portarsi in vantaggio dagli 11 metri con Vadalà. Neanche il tempo di esultare che La Gumina viene spintonato fallosamente in area: calcio di rigore che lo stesso attaccante realizza senza esitare.

Nel secondo tempo la situazione non cambia. Sempre grande equilibrio tra i 22 in campo, con occasioni da gol da una parte e dall’altra. La svolta avviene a 5 minuti dal termine quando Di Massimo si procura – con qualche dubbio – il rigore che vale il match point: sul dischetto si presenta lo stesso giocatore ex Avezzano (che prova a ripercorrere le orme di Moreno Torricelli, dalla D alla A) che trasforma spiazzando il portiere. Non è difficile immaginare che dopo i rigori falliti in semifinale contro lo Spezia, Grosso avrà assunto il ruolo di ninfa Egeria! Ci sarebbe ancora il tempo per un altro penalty in favore del Palermo, ma l’arbitro Valeri sorvola sul presunto mani in area del capitano bianconero Blanco Moreno: tanti i dubbi e il rammarico rosanero. Ma è la Primavera juventina che porta a casa il risultato e il prestigioso trofeo che mancava dal 2012.

Però niente è da buttare per i siciliani. Onore ad una squadra tutta italiana che ha saputo competere con formazioni economicamente più attrezzate (Inter e Juve su tutte). Di certo non tornerà in Sicilia con il suo primo trofeo viareggino, ma potrà vantarsi di avere avuto contemporaneamente in squadra il più giovane finalista (Simone Santoro, classe ’99), il miglior portiere (Leonardo Marson, classe ’98), il capocannoniere e il Golden Boy (premi vinti entrambi dal classe ’96 Antonino La Gumina). Un pieno di riconoscimenti e di fiducia per il Palermo che verrà.