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Libia, Al Serraj: “Governo unità nazionale si insedierà a Tripoli”. Fajr Libya: “Gli faremo guerra”. Minacce anche da Isis

Il governo di unità nazionale libico, che non ha ancora ricevuto la fiducia dal parlamento di Tobruk, si sposterà a Tripoli “entro pochi giorni“. Lo ha annunciato dalla Tunisia il premier libico designato Fayez Al Serraj. Serraj, secondo quanto riporta Lybia Herald, ha riferito che è stato messo a punto un piano per la sicurezza con la polizia e alcune milizie nella capitale, senza specificare quali. Il governo attualmente insediato a Tripoli ha fatto sapere nei giorni scorsi che non cederà mai i propri poteri all’esecutivo Serraj, che è un governo “imposto dall’esterno che i libici non accetteranno mai”.

Poche ore dopo l’annuncio di Al Serraj, minacce sono arrivate anche da un gruppo vicino a Fajr Libya, la coalizione al potere a Tripoli: “Faremo una lunga guerra contro chiunque tenterà di far entrare il governo di unità nazionale a Tripoli”. Lo ha reso noto oggi il sito akherakhbaronline.com, aggiungendo che il gruppo – “i comandanti fondatori della cellula di crisi dei rivoluzionari della Libia” – ha promesso di annientare chiunque proverà a proteggere il Consiglio presidenziale del governo di intesa nazionale, definito un “gruppo di traditori“.

Anche i jihadisti dello Stato islamico hanno lanciato nuove minacce al governo di concordia nazionale: “La nostra guerra (contro il governo di Concordia, ndr) è la stessa guerra contro i governi che l’hanno preceduto”, ha riferito un miliziano dell’Isis in un video diffuso in rete da ‘Wilayat Barqa‘, ovvero la ‘provincia della Cirenaica’ dei seguaci in Libia dell’autoproclamato califfo Abu Bakr Al Baghdadi. “Questo governo apostata non vivrà in sicurezza, ma (il suo insediamento, ndr) sarà occasione per incendiare il terreno sotto i piedi degli apostati e i loro padroni”, ha minacciato il jihadista con il volto coperto. L’Isis minaccia “un nuovo Iraq” in Libia nel caso in cui ci fosse un “intervento dei crociati” per sostenere il governo di Serraj.