Politica

Gender: l’assessore Donazzan vuole la religione di Stato a scuola. Si gemelli con l’Isis

Elena Donazzan, assessore all’Istruzione della Regione Veneto, è tornata recentemente a far parlare di sé per la sua crociata contro il gender (che non c’è…). Ognuno ha le sue fissazioni, i suoi incubi, ma stavolta avevamo creduto davvero fosse archiviata quella crociata, superata com’era da un altro “terribile” spauracchio, quello delle unioni civili e della stepchild adoption. Invece, l’assessore dimostra come certi focolai si possono riattivare all’occasione e sine die, se si vuole uscire dall’anonimato di una delega poco evidente e dare nuova linfa mediatica alla propria figura politica.

Il casus belli questa volta è dovuto ad una brava psicologa dell’Ulss trevigiana, rea di aver pensato e poi attuato programmi di educazione affettiva e sessuale per i ragazzi seguendo le indicazioni dell’Oms. La dottoressa si è macchiata della grave colpa di accogliere ed attuare le raccomandazioni europee e gli indirizzi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non soggiacendo alle “direttive regionali in materia di educazione sessuale nelle scuole”. Insomma non ha obbedito alle veline che arrivano a tutte le scuole venete dal loro cinquecentesco assessorato di riferimento.

Dunque non c’è solo Erdogan ad essere fortemente irritato dalla libertà di pensiero espressa dai giornalisti turchi, non c’è solo l’Isis ad applicare ferocemente la religione di Stato, anche il Veneto vuole ricavarsi il suo pezzo di “gloria” oscurantista, scegliendo di rifiutare ogni forma di istruzione che non si limiti a stereotipi e tabù, ma intenda far crescere menti libere e profonde. Del resto l’assessore non ha mai nascosto le sue simpatie fasciste e quindi si può ben capire che non riesca a immaginare una scuola libera e indipendente dalle scelte politiche, che scelga di porre al centro la persona umana, nella sua diversità e unicità. Educare non vuol dire indottrinare, ma fornire gli strumenti per affrontare in modo consapevole un mondo niente affatto standardizzato, cercando insieme le vie migliori che portano al rispetto vero ed autentico di ogni forma di vita e di pensiero, unica strada per rafforzare la propria identità, senza volersi imporre con la forza assorbendo così quella altrui.

Non credo che sia corretto prendersela con l’assessore Donazzan, ma piuttosto con il presidente Zaia che per la seconda volta ha nominato assessore all’Istruzione e alla formazione una persona palesemente filo-fascista. Grazie al cielo le scuole non dipendono dalle Regioni, ma dal Miur, dunque la circolare della Donazzan di turno la si butta nell’unico posto dove deve stare…, tra la carta straccia o magari le si risponde pure che, qui, nessuno si arrende alla schiavitù del pensiero unico e alla barbarie di una preconcetta chiusura da Medioevo.

Si fa solo notare, per completezza, come gli stessi, ostentati pseudo-valori cristiani – in realtà tipici dei farisei nel Tempio – che obbligano ad esporre crocifissi nelle aule come a negare ogni tipo di educazione all’affettività e al rispetto, portino di seguito all’invio degli ispettori nelle scuole se colpevoli di creare occasioni di confronto con gli immigrati. Vietatissimo è, in Veneto, aiutare i ragazzi a comprendere da vicino e meglio quanto stia accadendo nelle loro comunità, che ospitano migranti che fuggono dalla disperazione e dalla violenza, capire chi essi siano, quale sia il mondo che hanno dovuto lasciare. Una minaccia l’ispezione, ben poco cristiana, che ha colpito il Direttore di un istituto di Paese (TV) come la scuola media di Agordo (BL).

Piuttosto l’assessore, se non può farlo dal punto di vista culturale, dovrebbe almeno capire quale sia la situazione nell’ottica di competenze e legittimità. Il Parlamento italiano, all’unanimità, ha ratificato la Convenzione di Istanbul per fermare la violenza di genere, abbiamo aderito alla campagna promossa nel 2012 dai ministri del Consiglio d’Europa contro l’istigazione all’odio (Hate Speech) per promuovere una cultura che scelga il rispetto contro ogni discriminazione, omofobia, nazionalismo, pregiudizio o intolleranza, decostruendo gli stereotipi che nel tempo sedimentano l’odio e le guerre, rientriamo tra i Paesi che ritengono l’Oms autorità seria ed equilibrata. Ora la Giunta Regionale del Veneto e il suo Presidente decidano se il nostro posto è con costoro, nel qual caso stigmatizzino l’operato di Donazzan, o decidano un indietro tutta verso l’Isis con un bel gemellaggio tra cristianofobi e islamofobi verso la guerra eterna.