Politica

Sardegna, il Pd non naviga in acque tranquille

Il Pd sardo ultimamente non naviga in acque tranquille. A movimentare il dibattito “politico” in questi ultimi mesi sono le correnti guidate da Antonello Cabras e Paolo Fadda che usciti dalla maggioranza ora chiedono le dimissioni del Segretario Regionale Renato Soru. Per capire meglio quali sono le vere ragioni di questi dissidi occorre analizzare bene i nomi e cognomi di questi protagonisti.

Partiamo da Antonello Cabras, capo della corrente che ora chiede le dimissioni del segretario regionale Renato Soru. L’ex senatore Pd, ora presiede la Fondazione del Banco di Sardegna. Una vita da parlamentare e da qualche anno a capo della Fondazione della Banca più importante della Sardegna. Un istituto che elargisce fondi e soldi in grandi quantità per eventi e iniziative di vario genere. Il tutto con massima discrezionalità. E’ utile verificare la composizione del comitato della Fondazione per rinvenire l’enorme grado di politicizzazione di detto istituto e dove spiccano i nomi di altri esponenti sempre della corrente Cabras.

Già questo reale conflitto d’interessi tra politica e banche risulta pesantemente preoccupante per tutti i risvolti pratici che possono esistere nella vita quotidiana e nei relativi inevitabili condizionamenti. Ora passiamo a colui che in questi mesi è il portavoce dell’area “Cabras” in direzione regionale, ossia Giacomo Spissu. L’ex presidente del Consiglio regionale ora è nel Consiglio di Amministrazione della Sardaleasing.

La Sardaleasing nasce nel 1978 su iniziativa del Banco di Sardegna. E’ anche socio fondatore di Assilea, l’Associazione Italiana Leasing. All’inizio del nuovo millennio si registra un’altro passaggio fondamentale: Banca popolare dell’Emilia Romagna acquisisce le quote di maggioranza del Banco di Sardegna. Insomma, un controllo completo del sistema finanziario più importante ed influente della Sardegna in mano ad una corrente politica vera e propria del Pd. Una corrente, quella di Cabras, che incurante di queste eclatanti commistioni di interessi vuole continuare a gestire in solitario anche il Partito democratico sardo.

Per ritornare a Giacomo Spissu è doveroso ricordare le sue problematiche giudiziarie. Nel 2010, al termine di un lungo processo, il giudice monocratico del Tribunale di Sassari condannò lui (un anno e dieci mesi di carcere) e gli altri imputati per truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici. In seguito, la Corte d’appello di Sassari, a distanza di dieci anni dall’avvio dell’inchiesta, non ha potuto fare altro che dichiarare prescritto il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato per il quale era stato condannato in primo grado. Inoltre l’ex presidente del Consiglio regionale Spissu risulta indagato per lo scandalo dei rimborsi.

L’altro capo corrente è invece Paolo Fadda, ex sottosegretario alla Sanità, già consigliere ed assessore nelle precedenti legislature. In questo quadro è comprensibile il clima e le reali motivazioni che spingono le due correnti a voler far cadere il segretario Regionale Soru. Non è una novità che Renato Soru in politica abbia avuto numerosi nemici all’interno del Pd. Li ha sempre avuti perché da presidente della Regione cercò di porre un sfreno alla speculazione edilizia selvaggia e porre delle regole chiare contro ogni forma di clientelismo.

Insomma, dopo una breve parentesi la vera natura “politica” di certe correnti del Pd è ritornata a galla. E veniamo a quello che sta accadendo ora. Ci sono in ballo numerose nomine da fare. E il segretario Soru, al contrario di quello che pensavano le correnti Cabras e Fadda, non è uomo che va contro i suoi principi. Ed ecco la rottura “politica”. Ma è veramente triste assistere a questo scenario mentre la Sardegna ancor oggi non riceve risposte sulle problematiche che interessano la collettività. E su questi temi realmente politici, stranamente le correnti non dicono nulla.

Non lo fanno perché ovviamente gli assessori e il presidente del Consiglio Regionale sono tutti uomini di Cabras e Fadda. Salvo qualche rara eccezione. In sostanza di realmente politico poco c’è. E non è un mistero che le componenti in questione abbiano chiesto tutte le poltrone attualmente in gioco. Da quella del Presidente dell’Autorità Portuale unica Sarda, a finire con quella della Sfirs (società Finanziaria della Sardegna). Da quella del Direttore Generale della Asl unica a quella di nuovo Assessore Regionale. Per questo motivo nel Pd sardo occorre una vera rivoluzione.

Troppi conflitti d’interesse che lo stanno allontanando dalla gente e dai reali problemi. Troppi compromessi che hanno nascosto la reale situazione.