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Facebook, scarcerato il numero due dell’azienda per l’America Latina. Giudice brasiliano: “Evidente coercizione illegale”

A stabilire l'uscita di prigione è stato il magistrato Ruy Pinheiro del tribunale dello Stato di Sergipe. Nel suo provvedimento ha scritto che la detenzione di Diego Dzodan doveva terminare non essendoci "nessun processo o inchiesta a carico del dirigente"

E’ stato scarcerato il vicepresidente di Facebook America Latina, Diego Dzodan, che era stato arrestato martedì a San Paolo su mandato disposto dal giudice Marcel Maia Montalvao della città di Lagarto. A stabilire la scarcerazione è stato un altro magistrato Ruy Pinheiro, sempre del tribunale dello Stato di Sergipe, nel nord-est del paese.

Nel suo provvedimento, Pinheiro ha dichiarato che la detenzione di Dzodan configura una “evidente coercizione illegale“, non essendoci nessun processo o inchiesta a carico del dirigente dell’azienda guidata da Mark Zuckerberg. Il magistrato brasiliano ha aggiunto che non ci sono prove che dimostrino che il vicepresidente di Facebook America Latina abbia agito con l’intenzione di impedire il lavoro degli inquirenti, sconfessando il collega che lo ha fatto arrestare il 1 marzo.

Dzodan era stato fermato perché, secondo le forze dell’ordine federali, non aveva concesso la visualizzazione dei messaggi scritti su WhatsApp contenenti informazioni che fornirebbero la prova per un processo penale per traffico di droga caratterizzato dal segreto istruttorio.