Cronaca

Canili di Roma, con quali criteri vengono scelte le strutture private?

Cento persone che rischiano di perdere il posto di lavoro e strutture pubbliche su cui sono stati investiti diversi milioni di euro che rischiano di essere abbandonate, da un giorno all’altro e senza una spiegazione logica. E’ questa la sintesi estrema di quello che sta accadendo ai canili comunali di Roma dove ieri è già stato chiuso il canile rifugio di Vitinia Ex Poverello e dove si sta mettendo in discussione anche quello della Muratella, canile sanitario dove, insieme ai volontari, operano anche i veterinari della Regione Lazio.

Quello che sta avvenendo con la struttura commissariale è una vera e propria privatizzazione dei canili, che, con la solita scusa dell’emergenza sta avvenendo con procedure non trasparenti che affidano a strutture private la gestione degli animali randagi, precedentemente curati da volontari e specialisti nelle strutture comunali, a imprese private. Ovviamente senza bandi e con affidamento diretto.

I bandi, invece, sono proprio quello che l’Associazione Avcpp, attraverso il suo presidente Giuseppe Villirillo, chiedono da mesi al Comune. Chiedono procedure trasparenti nelle quali possano competere anche quelle strutture che fino ad oggi hanno gestito i canili comunali e che, invece, sono stati messi alla porta dalle istituzioni senza alcuna spiegazione. Oltre al destino di cento persone che lavorano nei canili comunali in gioco ci sono le condizioni di vita dei nostri amici animali, 650 cani e 50 gatti delle ex strutture pubbliche, che saranno trasferiti in canili privati (in parte con la chiusura dell’Ex Poverello già lo sono stati).

Ci piacerebbe che il commissario Tronca rispondesse a qualche domanda sulla questione. Ci piacerebbe che il prefetto venuto da Milano ci raccontasse quali sono i criteri per cui sono state scelte le strutture private. Ci piacerebbe che ci spiegasse perché, emergenza per emergenza e soluzione temporanea per situazione temporanea non sia stato possibile evitare la deportazione degli animali, lasciandoli nelle strutture comunali dove venivano accuditi in attesa di una adozione. Questo non è accettabile, significa trarre guadagno dalle sofferenze di animali, che finora sono state alleviate in modo magistrale.

I canili comunali non vanno smantellati e il servizio che garantiscono non va privatizzato. Fino all’espletamento della gara europea per l’assegnazione della gestione dei canili ad associazioni o società qualificate con esperienze di cura degli animali, è necessaria una proroga delle attuali gestioni di tutti e tre i canili fino. Per questo e per fare chiarezza su quanto sta avvenendo, come ho già detto, abbiamo chiesto un incontro urgente sui canili comunali al commissario Tronca. Abbiamo sentito molte storie che non ci sono piaciute sulle scorse assegnazioni e pretendiamo che venga trattata con serietà e trasparenza la prossima gara, perché l’appalto venga destinato ad aziende che abbiano davvero interesse a gestire le vite (perché non scordiamoci che di vite stiamo parlando) di centinaia tra cani e gatti.