Primoditutto

Capo ufficio stampa da 160mila euro l’anno: il Senato taglia, la Camera no

E' quello che sta succedendo a Palazzo Madama e Montecitorio. Che devono rispettivamente sostituire Iolanda Cardarelli e Anna Masera. Mentre Grasso affida l'incarico a un funzionario interno risparmiando risorse, la Boldrini ha avviato una selezione per scegliere un giornalista esterno. Con relativi costi

La poltrona è ambita. Tanto che sono ben 270 coloro che hanno inviato il curriculum sperando nell’assunzione. Centosessantamila mila euro di stipendio annuale (lordo) d’altra parte sono davvero una bella cifra. Soprattutto in un momento in cui i giornali tagliano organici e le buste paga sono sempre più misere. Nessuna meraviglia perciò se la selezione per il nuovo capo ufficio stampa della Camera dei deputati sta attirando tanto interesse nella categoria dei giornalisti.

C’è però un aspetto singolare in questa vicenda. Che tocca questioni delicate come l’efficienza della burocrazia parlamentare e le spese che si potrebbero comodamente tagliare senza rimpianti e con grande gioia dei cittadini esausti di sprechi. E riguarda la decisione dei vertici di Montecitorio di ricorrere ancora una volta ad una figura esterna per coordinare quell’ufficio. Al Senato, infatti, proprio per risparmiare risorse, hanno da anni deciso di fare a meno di questa costosa professionalità. Rimpiazzandola con un funzionario interno. E senza che il buon funzionamento della macchina ne risentisse.

Due strutture identiche, dunque. Ma con una Camera che va in una direzione e l’altra in quella opposta. Palazzo Madama taglia, Montecitorio no. Curioso, ma anche sorprendente vista la grande attenzione alla riduzione delle spese che la presidente Laura Boldrini in questi anni ha dimostrato. Anche con acuti preziosissimi come quelli collezionati nella cancellazione proposta dal Movimento 5 Stelle dei 900mila euro delle spese di viaggio fino all’anno scorso stanziati per gli ex deputati. Un provvedimento non facile da prendere. Eppure l’Ufficio di presidenza ce l’ha fatta.

Invece, sulla questione del capo ufficio stampa ecco la stecca clamorosa e che non ti aspetti. Con Montecitorio surclassato dal Senato. E tutto in diretta, con la possibilità di toccare con mano la disparità dei comportamenti tra i presidenti delle due Camere.

Sia l’uno che l’altro sono infatti rimasti sprovvisti del capo della struttura. Piero Grasso perchè dalla fine di dicembre è andata in pensione Iolanda Cardarelli, che dal 2009 guidava l’ufficio stampa e Internet di Palazzo Madama. Laura Boldrini perché dall’inizio dell’anno ha lasciato Montecitorio per tornare alla Stampa Anna Masera, dopo due anni di incarico. C’è da rimpiazzarle, perciò, come è giusto che sia. Solo che Grasso lo fa a costo zero, la Boldrini spendendo 160mila euro.

Due domande sorgono (come suol dirsi) spontanee.

Una alla presidente della Camera Boldrini: perché, presidente, continuare a spendere quello che il collega Grasso taglia così volentieri?

L’altra ai parlamentari del Movimento 5 Stelle sempre attenti agli sprechi e grandi cacciatori di spese inutili: perché, cari onorevoli, lasciare passare in silenzio una simile disparità di comportamenti senza reclamare a Montecitorio quello che si è già fatto e bene a Palazzo Madama?

@primodinicola