Cronaca

Ashley Olsen, svolta vicina nell’omicidio: sospettato è uno spacciatore. Forse uccisa dopo gioco erotico

Indagini della polizia per identificare l'uomo che conosceva la giovane trovata morta strangolata nel suo appartamento a Firenze. Salma a disposizione della famiglia. Il Washington Post, intanto, ospita due commenti: "Speriamo che l'inchiesta sia più chiara di quella su Amanda Knox"

C’è un sospettato per l’omicidio di Ashley Olsen, l’americana di 35 anni trovata morta nel suo monolocale di Firenze sabato pomeriggio. E’ un suo conoscente. L’uomo, forse africano, sarebbe noto nell’ambiente della droga, riporta l’Ansa. L’incontro tra i due potrebbe essere legato a questo e potrebbe poi aver avuto uno ‘sviluppo’ di tipo erotico. Se c’è stato un rapporto sessuale l’autopsia non ha chiarito se sia stato consenziente.

L’autopsia ha confermato che il killer ha strangolato la Olsen usando un cavo o forse una catenina. Intanto la polizia scientifica è tornata nel monolocale per proseguire il sopralluogo iniziato subito dopo la scoperta del cadavere. Gli investigatori hanno anche usato la tecnica del ‘luminol‘, che consente di trovare tracce sovrapposte, non visibili ad occhio nudo. Hanno scattato foto e girato video. Dopo alcune ore, gli agenti hanno portato nell’abitazione anche macchinari per la rilevazione delle impronte digitali con la tecnica del cianoacrilato. Fra gli oggetti che sono stati sequestrati ci sono cavetti di computer, abiti, lenzuola e materiale cartaceo.

L’uomo all’attenzione degli inquirenti non sarebbe un amico di Ashley, ma una persona che aveva già avuto modo di frequentarla. Le attenzioni della squadra mobile diretta da Giacinto Profazio (che condusse le indagini sull’omicidio di Meredith Kercher) si sono concentrate su di lui incrociando testimonianze e i video delle telecamere di sorveglianza. Resta fermo quanto emerso nei giorni successivi all’omicidio: l’alibi del fidanzato della donna, Federico Fiorentini, un pittore fiorentino di 42 anni, è stato riscontrato ed è solido.

La trentacinquenne ha incontrato il suo assassino la notte fra giovedì e venerdì scorsi, dopo aver lasciato il locale Montecarla, che si trova a poche centinaia di metri da casa sua. I due hanno poi raggiunto l’abitazione dell’americana. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire cosa sia successo nella casa. Ieri il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, non ha voluto rispondere a una domanda sulla presenza di droga nell’abitazione. Mentre il fatto che il cadavere fosse nudo lascia pensare che ci sia stato un approccio erotico: nel caso, perlomeno inizialmente, sarebbe stato consensuale, visto che Ashely non ha lottato con l’assassino. Spetta ai risultati di altri accertamenti disposti sui campioni prelevati durante l’autopsia chiarire se vi sia poi stato un abuso. I funerali dovrebbero svolgersi a giorni: la procura ha infatti messo la salma a disposizione della famiglia.

Intanto l’uscio della palazzina continua a riempirsi di fiori e messaggi d’affetto ma anche di accusa: “He is guilty, he will pay” (lui è colpevole, pagherà) è scritto in rosso sul muro accanto al portone. “We never forget you” (non ti dimenticheremo mai) e ancora “I love you Ashley”. “Un ultimo saluto a te che eri sempre carina e gentile, un bacio alla piccola Scout che ti è stata vicina fino alla fine” è un bigliettino attaccato con lo scotch al muro. Scout è il beagle che compare in quasi tutte le fotografie dei profili Instagram e Facebook della Olsen.

“Siamo devastati dal fatto che la nostra preziosa Ashley sia scomparsa in conseguenza di un crimine orribile e senza senso – scrive Walter Olsen, il padre di AShley, in un comunicato – Abbiamo il cuore spezzato in questo momento così difficile la nostra famiglia chiede a tutti di rispettare il nostro dolore e chiediamo ai media di rispettare la nostra privacy. Siamo fiduciosi che il colpevole sarà assicurato alla giustizia. Ringraziamo tutti per gli affettuosi pensieri e le preghiere”. Ma accanto alle lacrime, c’è anche la speranza che le indagini prendano subito la strada giusta.

Perfino il Washington Post oggi ha dato spazio a due diversi commenti che esprimono il timore per come sarà gestito il caso. A pesare c’è il precedente dell’omicidio di Meredith Kercher, con le sentenze contraddittorie e controverse che hanno visto protagonista Amanda Knox. “Spero solo per Ashley che questa inchiesta sia più chiara” scrive la blogger Georgette Jupe, conoscente di Ashley, citata dal quotidiano americano. L’assassinio “riaccende le preoccupazioni sulla giustizia, sui diversi sistemi politici e della giustizia, sugli stili diversi del giornalismo, fra Stati Uniti e Italia”, ha aggiunto Beth Prusiecki, una expat americana a Milano.