Società

Sanità, anatomia di un dolore

ospedale nuova 675

La pressione non scende, né quella massima né quella minima. Alba di domenica. Una notte bianca è quasi passata e il giorno che sta per nascere non promette niente di buono. La pressione resta alta, sia la massima sia la minima, anzi picchia forte, 230 /120. Eppure sono da anni sotto controllo per questa bestia silenziosa: non la vedi e quasi non la senti ma si muove dentro di te, pronta a colpirti quando meno te lo aspetti.

Che fare? È domenica, chiamo il Pronto Soccorso. E i giovani della Croce arrivano in fretta: codice giallo. Il percorso preferenziale lo hanno i rossi. Giusto così, ogni secondo conta, ma per gialli a volte passano i secondi, i minuti e le ore di attesa. Se non altro arrivando all’ospedale con l’ambulanza mi portano direttamente al Post Triage dove se sei fortunato puoi distenderti su una barella, altrimenti non ti resta che la sedia. A volte un po’ l’una e un po’ l’altra, a volta né l’una né l’altra. Mancano persino le sedie. Comunque un immediato elettrocardiogramma fa capire, credo, che non corro gravi pericoli.

Mi guardo intorno nella sala in cui mi portano. Una dozzina di persone in barella e una decine seduti o in piedi davanti a quello che sarebbero stati tre box separati da tendine che dovrebbero offrire un minimo di riservatezza, tanto più che siamo tutti insieme, maschi e femmine. Chi urla dal dolore, chi si lamenta, chi chiede un sorso d’acqua. Non sempre ricevono risposta. Ci sono i codici rossi e noi siamo tutti gialli.

Che di fronte a me ci sia alla parete un crocifisso ha un solo significato: ognuno qui deve portare la sua croce. Chi la più pesante, chi la più leggera. Senti tutto di tutti e le tendine sono tirate solo nel caso uno debba fare i suoi bisogni o il medico visiti. Post Triage lo chiamano, non so come sia a Londra; a Genova è quello che ho appena descritto.

Faccio tutto quel che di routine si fa in questi casi: controllo di olio e acqua, poi la batteria e infine radiografia del motore. Sono felice quando arriva il meccanico e mi dice che la macchina è di nuovo a posto e posso ripartire subito. Forse però qualcosa non ha funzionato nella rapida riparazione, perché il giorno dopo mi ritrovo di nuovo dal carrozziere e questa volta tutto è più complicato, la macchina stenta a partire…