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Cisgiordania, fotografo italiano aggredito dai soldati israeliani: “Non c’era motivo”

Andrea Bernardi, dell'agenzia Afp, si trovava con un collega nel villaggio palestinese di Beit Furik. I militari hanno rotto loro la telecamera e la macchina fotografica e hanno sequestrato tutto il materiale dopo aver estratto una pistola e aver immobilizzato i due reporter

Andrea Bernardi, un videofotografo italiano dell’agenzia Afp, ha denunciato di essere stato aggredito ieri, 25 settembre, da alcuni soldati israeliani  mentre si trovava con un collega palestinese nel villaggio di Beit Furik, vicino a Nablus in Cisgiordania. “Un’aggressione senza motivo”, ha detto Bernardi.

“Appena arrivati sul posto – ha detto all’Ansa il videofotografo- non abbiamo avuto problemi. Gli uomini della Guardia di frontiera israeliana ci hanno fatto passare tranquillamente dopo che abbiamo mostrato i documenti. Distanti da noi in fondo ad una strada ci saranno stati 50 ragazzini palestinesi che avevano alzato una barricata per impedire il transito e lanciavano sassi. Tra noi e loro, un gruppo di soldati stava lanciando lacrimogeni“.

Ma, improvvisamente, i militari sono entrati in azione: “Non appena ho alzato la telecamera che aveva avuto un problema, un soldato si è scagliato su di noi, ha dato un cazzotto alla telecamera buttandola per terra. Poi, non appena noi ce ne siamo andati, l’ha presa e l’ha scaraventata di nuovo al suolo”, ha continuato Bernardi.

A quel punto, i due decidono di incamminarsi per tornare indietro. Ma, fatti pochi passi, anche una macchina torna indietro, li sorpassa, e si ferma. “Un soldato appena arrivato a piedi comincia a prendere la memoria da dentro la macchina fotografica del mio collega – ha raccontato il fotografo dell’Afp – Un altro, lo stesso che aveva già rotto la videocamera, scende dalla jeep prende la macchina fotografica del fotografo e la spacca per terra”.

Sempre sulla stessa strada, mentre Bernardi tenta di recuperare la telecamera rotta, “un’altra macchina di soldati arriva, uno di questi scende di corsa e mi punta la pistola al viso e mi buttano per terra e mi immobilizzano. Solo quando ho gridato che ero un giornalista il soldato ha tolto la pistola e mi ha lasciato andare insieme al mio collega, non prima di aver sequestrato tutto compreso il cellulare di servizio”.

L’episodio è ora sotto inchiesta da parte dell’esercito, e il video dell’episodio è stato postato in rete dall’agenzia palestinese Palmedia. Secondo Bernardi, il portavoce militare ha detto all’Afp che “i soldati hanno violato le regole e saranno puniti”.

Bernardi è di Pietrasanta, ed è figlio di Adamo Bernardi, capo di gabinetto del sindaco Massimo Mallegni. Nel 2011 fu protagonista di un altro episodio simile in Libia.