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Mini Transat, traversata dell’Atlantico in solitaria. Su una barca di 6.50 metri

Una regata in solitaria, per velisti professionisti e amatoriali che navigheranno per 30 giorni senza avere contatti con la terra ferma. Saranno 6 le barche battenti bandiera italiana

4021 miglia (7446,892 km) dalla Francia alla Guadalupe, con tappa a Lanzarote, da soli a bordo di una barca a vela lunga 6 metri e mezzo per circa 30 giorni e con il divieto di contatti a terra. Sembra una cosa da pazzi (e forse un po’ lo è), ma è una regata che si corre ogni due anni che si chiama Mini Transat e la cui 20esima edizione partirà dalla città francese di Douarnenez il 19 settembre.
Le sole barche ammesse alla Mini Transat sono i Mini 6.50, suddivisi nella categorie Serie, quest’anno 46 dei 72 iscritti e Prototipi (Proto), con rappresentanze di 15 nazionalità, fra cui 4 skipper donne. L’età media dei concorrenti e’ di 33 anni, il più giovane ne ha 22 e il “maggiore”, 56. La “Mini” è una regata unica nel panorama internazionale: non richiede budget esorbitanti (comparati con quelli di altre regate oceaniche), non vi sono premi monetari all’arrivo, vi partecipano sia velisti di professione, sia navigatori che lasciano il lavoro per qualche mese per realizzare il sogno della loro vita. Tutti, comunque, per poter navigare in oceano in solitario devono prepararsi fisicamente, tecnicamente e psicologicamente. Una delle regole base è che gli skipper non possono comunicare con la terra durante la regata tramite telefoni satellitari o collegamenti internet. I soli strumenti permessi, infatti, sono la radio VHF, un GPS per conoscere la propria posizione e una radio ricevente per captare (quando c’é segnale) il meteo. Agli skipper viene quindi richiesto non solo di saper far navigare bene la barca, ma anche di decidere la rotta migliore combinando le scarse informazioni meteo, con i segnali offerti dal mare e dalle nuvole. La sicurezza è garantita da “barche appoggio” che seguono la flotta e che una volta al giorno chiedono loro la posizione via VHF, sia da una boetta satellitare a bordo di ogni Mini che, in caso di emergenza, segnala la loro posizione.
I Mini 6.50 che quest’anno battono bandiera italiana sono 6: il Fatto Quotidiano ha parlato con alcuni degli skipper a pochi giorni della partenza.
SERIE:
Federico Cuciuc, 556 Zero & T : 37 anni, romano, Federico scopre la passione per la vela a 18 anni e i Mini 6.50 nel 2010. Nel 2013, grazie anche al crowfunding, partecipa alla sua prima Mini Transat, che conclude 32esimo. “Oggi mi sento più sereno rispetto al 2013 e so che la regata vera e propria è con sè stessi” e alla domanda come sarà trascorrere cosí tanti giorni da solo, risponde “non ci si annoia su un Mini, c’è sempre moltissimo da fare. Il tempo passa nella routine operosa del marinaio “corridore” mentre il pensiero va spesso alle cose che desidero fare quando avrò completato questa impresa”.
Andrea Fornaro, 857 Sideral: 38 anni, toscano, per Andrea questa prima Mini Transat “è una tappa oceanica della mia professione di velista professionista” iniziata anni fa prima su derive, poi con equipaggi e barche internazionali. “Il punto forte della mia preparazione è di non fare solo la Mini ma altre regate quindi per me è normale regatare e non mi crea ansia, non mi annoierò perché penserò a mandare bene le barca”. Una parola per descrivere la sua regata? “Lavatrice”.
Roland Ventura, 523 Fondation Planiol: 45 anni, italiano di nascita e francese “d’adozione” da oltre 20 anni, epoca in cui nasce anche il suo sogno di partecipare alla Mini Transat, Roland lavora come preparatore tecnico sulle barche a vela. Naviga su un Mini 6.50 per la prima volta nel 2003 e oggi è sulla linea di partenza con l’obiettivo, principale, di arrivare dall’altro lato dell’oceano. Parlando della sua preparazione ha raccontato che “il mio punto forte è la barca, in cui ho assoluta fiducia. Ho talmente voglia di fare la regata che non sento il bisogno di avere una preparazione psicologica, il mio cervello non pensa che a questo”. Come descriverebbe la Mini? “Talmente desiderata che diventa un’evidenza!”.
Andrea Pendibene, 883 Pegaso Italian Navy – Golfo della Spezia: 33 anni, toscano, Andrea è nel circuito della classe Mini 6.50 dal 2004. Partecipa e conclude la sua prima Mini Transat nel 2007, nel 2011 entra nella Marina Militare Italiana e si iscrive ad una seconda edizione della regata, che però si conclude a pochi giorni della partenza.
PROTO:
Alberto Bona, 756 Onlinesim.it: 29 anni torinese, Alberto inizia a navigare molto giovane, poi alcuni anni fa inizia la sua carriera nella classe Mini 6.50, sotto l’egida dello Yacht Club Italiano. Alberto è alla sua seconda Mini Transat, nel 2013 arrivò quinto fra i Serie.
Michele Zambelli, 788 Illuminia: 25 anni, di Forlí, scopre la passione per la navigazione in solitario a bordo dei Mini 6.50 nel 2009 e nel 2013 conclude la sua prima Mini Transat al decimo posto Proto. Da allora ha cambiato barca con la più recente 788.
Per seguire il tracking ufficiale della Mini Transat: http://www.minitransat-ilesdeguadeloupe.fr/

Francesca Pradelli
@frapradelli