Cronaca

Napoli, 17enne ucciso era l’obiettivo dei killer. Alfano: “Subito invio di rinforzi”

Gennaro Cesarano è stato freddato all'alba di domenica nel rione Sanità. In un primo momento si è pensato anche a un proiettile vagante sparato durante un regolamento di conti, ipotesi che ora la polizia tende a scartare. Non è escluso che la sparatoria sia da inserire nella guerra tra gruppi rivali che si sta combattendo nel quartieri del centro. Il ministro dell'Interno: "Rafforzare ulteriormente la presenza delle Istituzioni". Nuovi raid nel rione Traiano (nella foto) e a Soccavo

Il giovane di 17 anni freddato all’alba di domenica, in un agguato nel quartiere Sanità a Napoli, era l’obiettivo dei sicari. E’ quanto emerge dagli indizi raccolti dalla Squadra mobile che sta indagando sull’omicidio di Gennaro Cesarano.

Il ragazzo, con alcuni precedenti alle spalle, è stato colpito intorno alle 5 da un solo proiettile nel rione Sanità. In un primo momento era stata avanzata l’ipotesi che il ragazzo fosse stato raggiunto da un proiettile vagante. Un’ipotesi che adesso sembra cadere. Mentre si rafforza quella della sparatoria fra bande rivali. Le ultime esecuzioni di camorra, infatti, rientrano con ogni probabilità nella guerra che nel centro storico è in corso tra gruppi contrapposti, tra esponenti delle vecchie cosche e nuovi clan, tra i quali anche la “paranza dei bambini“, così chiamata perché composta da un gruppo di minori pronti a sparare per affermare la propria supremazia per il controllo delle piazze di spaccio. In questo contesto – sono sicuri gli investigatori – è da inserire l’omicidio di Pasquale Ceraso, 67 anni, ritenuto esponente del clan Sequino-Esposito, ammazzato pochi giorni fa. In questo contesto è da inserire anche l’accoltellamento di domenica scorsa allo stadio San Paolo durante il match Napoli – Sampdoria.

Poche ore prima della sparatoria nel rione Sanità, un uomo di 30 anni con precedenti, Antonio Simonetti, era stato ucciso nel quartiere di Ponticelli. Due omicidi nella stessa notte che hanno spinto il ministro dell’Interno Angelino Alfano a potenziare i servizi di prevenzione e di controllo del territorio con l’invio immediato di oltre 50 unità di rinforzo del Reparto Prevenzione Crimine della polizia e delle Compagnie Intervento Operativo dei carabinieri. “Con questo nuovo dispositivo – ha sottolineato Alfano – intendiamo rafforzare ulteriormente la presenza delle Istituzioni sul territorio napoletano, perché siamo al fianco dei tanti cittadini onesti che possono e devono contare sullo Stato a difesa della legalità e nella lotta alla criminalità”.

L’escalation di violenza continua anche nelle ultime ore. Una sparatoria a scopo intimidatorio è andata in scena domenica sera nel quartiere Soccavo, periferia occidentale. Poco prima delle 20.30 un gruppo di giovani a bordo di scooter ha esploso in aria numerosi colpi di pistola in via del Discobolo. Uno dei proiettili si è conficcato nel solaio del balcone di un appartamento abitato da una donna, che è incensurata e ritenuta estranea alla criminalità organizzata. Sull’ asfalto la polizia, chiamata da residenti, ha recuperato 15 bossoli calibro 9. L’episodio potrebbe essere la risposta ad un altra sparatoria avvenuta nel pomeriggio intorno alle 17, sempre nel quartiere Soccavo, in via Epomeo. Qui un gruppo di sei persone con i volti coperti, a bordo di tre scooter, ha sparato in aria. Due proiettili calibro 9 x 21 hanno raggiunto il balcone di un appartamento al secondo piano di via Epomeo, abitato da un incensurato. L’uomo ha detto alla Polizia di non aver mai ricevuto minacce. Mentre 21 bossoli di kalashnikov sono stati trovati al rione Traiano, dove nei giorni scorsi ci sono stati raid simili.