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Guatemala, il presidente Molina si dimette per accusa di corruzione

La Procura generale contesta al leader conservatore di essere stato a capo di un'organizzazione illegale che aveva creato una "dogana parallela", intascando milioni di dollari da parte di importatori che non volevano pagare tasse e dazi sulle loro merci. A breve le elezioni, ma lui non si ricandiderà

Il presidente del Guatemala, Otto Pérez Molina, – secondo quanto ha riportato il giornale guatemalteco Publinews – ha rassegnato le dimissioni. La decisione del leader conservatore è arrivata solo dopo la revoca da parte del Parlamento nazionale dell’immunità a causa delle accuse che lo vedono indagato come responsabile di una vasta rete di corruzione e dopo che nei suoi confronti è stato spiccato un mandato di arresto.

L’ex generale sessantaquattrenne, dal 2012 alla guida dello Stato centroamericano, è accusato di essere il capo di una organizzazione illegale, nota come La Linea, che aveva creato una sorta di “dogana parallela” nei principali punti di accesso del Paese, intascando milioni di dollari da parte di importatori che non volevano pagare tasse e dazi sulle loro merci. La responsabile della Procura generale guatemalteca, Thelma Aldana, ha emesso un’ordinanza che obbliga il presidente a non lasciare il territorio nazionale. L’avvocato di Molina, Cesar Calderon, ha dichiarato che il presidente comparirà “volontariamente” davanti al giudice.

Lo scandalo, che ha portato in carcere anche l’ex vicepresidente Roxana Baldetti, precede di pochi giorni le elezioni presidenziale previste il 6 settembre, alle quali Pérez non si sarebbe comunque ripresentato, perché la legge guatemalteca prevede la possibilità di un solo mandato.