Mondo

Marò, Salvatore Girone ricoverato a Nuova Delhi a causa della febbre dengue

La situazione del fuciliere non è grave, la malattia infettiva viene causata da una puntura di zanzara e prvoca sintomi simili ad una forte influenza, oltre ad eruzioni cutanee simili al morbillo. Il militare è assistito anche da medici italiani

Il fuciliere di marina Salvatore Girone è stato colpito da febbre ‘dengue’ ed è ora ricoverato in ospedale a New Delhi. La malattia infettiva viene causata dalla puntura di una zanzara e provoca l’aumento della temperatura corporea, dolori muscolari e articolari oltre a delle eruzioni cutanee simili a quelle provocate dal morbillo. La situazione del marò italiano non è grave, il fuciliere è assistito anche da medici italiani: uno del policlinico del Celio e uno dell’Aeronautica militare. I due sono partiti ieri sera da Roma e, giunti nella capitale indiana, si sono recati in ospedale dove hanno incontrato i colleghi indiani e hanno affettuato una prima visita al fuciliere di Marina italiano. E’ in programma la partenza in India anche della moglie Vania e dei figli di Salvatore Girone, lo ha detto all’Ansa Michele Girone, padre del marò, aggiungendo, in riferimento alla malattia del figlio, che: “non sappiamo come evolverà questa faccenda”.

Il ministero della Difesa segue da vicino la vicenda ed ha già avuto contatti con Salvatore Girone, in India da più di tre anni e accusato dell’omicidio di due pescatori indiani, assieme a Massimiliano Latorre, il 15 febbraio 2012. Solo due giorni fa è arrivata la notizia della sospensione dei procedimenti da parte della corte indiana a seguito del verdetto stabilito dalla Corte di Amburgo che ha rimesso la competenza del caso al tribunale dell’Aja.

L’altro fuciliere, Massimiliano Latorre era stato ricoverato il 31 agosto dello scorso anno in seguito a un ictus cerebrale. I suoi legali avevano poi chiesto alla Corte Suprema l’autorizzazione a rientrare in Italia per la convalescenza. Il 12 settembre 2014 i giudici avevano quindi autorizzato Latorre “ad andare in Italia per cure mediche, riabilitazione e proseguimento della convalescenza per un periodo di quattro mesi” a partire dal giorno della sua partenza.